La strada della stabilità

 

“La ripresa economica in Italia accelera nel 2017 grazie alla domanda esterna e domestica, ma i venti di coda in rallentamento e le più basse prospettive di crescita nel medio periodo modereranno la crescita” nei prossimi due anni. E’ quanto scrive la Commissione UE nelle previsioni economiche. Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni l’Italia resta un paese affidabile per gli investitori e gli alleati e avverte “ora non disperdere risultati e non trasformare l’Italia in un supermercato di paure”. Duro confronto in commissione d’inchiesta sulle banche tra la Consob e la Banca d’Italia. Cancellato il confronto all’americano il nodo resta la vigilanza delle sofferenze degli istituti veneti. Ancora si discute del nodo alleanze nel centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Mentre la minoranza dem cerca ancora di evitare divisioni nel campo di centrosinistra coinvolgendo figure che uniscono come Prodi e Veltroni, per i fuoriusciti di mdp l’alleanza con il pd di Matteo Renzi porterebbe a perdere sicuramente le elezioni. Questi i temi al centro della puntata odierna della Bussola. Ospiti di Donato Bendicenti: Andrea Cozzolino (PD), Ignazio Corrao (M5S), Antonio Panzeri (Articolo 1-MDP) e Andrea Bonanni (La Repubblica).

 

Il cambiamento del clima

 

Stato di salute delle banche e questione “paradise papers”, questi alcuni dei temi al centro dell’Ecofin di Bruxelles. Al vertice ha preso parte anche il ministro dell’economia italiano Pier Carlo Padoan che ha ribadito come la pressione internazionale possa aiutare nella lotta contro l’evasione fiscale. Da segnalare oggi nella capitale belga la riunione di 200 sindaci indipendentisti catalani organizzata al centro culturale Bozar, è intervenuto anche il presidente deposto catalano Carles Puigdemont che ha parlato di “colpo di Stato contro un governo legittimo” e di governo spagnolo fascista. Una situazione ancora in divenire quella catalana, sulla quale l’Europa ha fatto capire il suo punto di vista liquidandola come una questione interna allo stato spagnolo.

Intanto sul fronte politico interno continua il dibattito su alleanze e leadership. Il centrodestra galvanizzato dalla vittoria in Sicilia con il candidato Nello Musumeci insiste su un modello di unità  che può imporsi anche a livello nazionale e vede come diretto competitor il Movimento 5 Stelle. Nel centrosinistra invece ad essere messa in discussione è la leadership del segretario PD Matteo Renzi. Dopo la pesante sconfitta alle elezioni regionali in Sicilia si cominciano a fare nuovi nomi sul candidato premie. C’è chi come Rosato vedrebbe bene Paolo Gentiloni, chi invece punterebbe su Dario Franceschini. Ma Matteo Renzi tira dritto convinto di poter arrivare al 40% con le giuste alleanze. Alleanze in cui non sembrerebbe compreso Articolo 1-MDP. La minoranza dem vedrebbe nella figura di Pietro Grasso un buon leader, così come dichiarato oggi da Pierlugi Bersani e da Massimo D’Alema. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Nicola Danti (Partito democratico), Salvo Pogliese (Forza Italia), Marco Zanni (ENF) ed Enrico Tibuzzi (Ansa).

La strategia di Puigdemont

“Il signor Puigdemont non è in Belgio né su invito, né per iniziativa del governo belga”. Così il premier Charles Michel, con una nota, cerca di placare le polemiche sulla presenza dell’ex-leader indipendentista catalano a Bruxelles. Nel frattempo Puigdemont in conferenza stampa dichiara di non avere intenzione di chiedere asilo politico: “Se mi fosse garantito un processo giusto, allora tornerei subito in Catalogna per continuare a lavorare”. Per quanto concerna la politica nazionale, il premier Paolo Gentiloni parlando con i giornalisti a margine della visita in Arabia Saudita si mostra possibilista sull’approvazione di ius soli e biotestamento, dopo l’approvazione della legge di stabilità. Nella sua prima uscita pubblica dopo la conferma a governatore di Bankitalia Ignazio Visco torna sul tema della vigilanza delle banche: “sui comportamenti delle singole banche la supervisione è ferma e intensa. Del nostro operato non esitiamo a dare conto alle Istituzioni e al Paese”. In vista del voto di domenica continua il tour dei principali leader politici in Sicilia. Questi i temi della puntata odierna della Bussola. Ospiti di Donato Bendicenti: Titti Di Salvo (PD), Giovanni Endrizzi (Movimento 5 Stelle) e Massimiliano Panarari (editorialista La Stampa).

Il momento per consolidare

Al via a Bruxelles il vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea incentrato sulla collaborazione in materia di difesa, sull’immigrazione e sullo sviluppo dei negoziati sulla Brexit. “Ci aspettiamo che oltre a rallegrarsi tutti in Europa per questi buoni risultati sui flussi migratori ci sia anche un concorso di risorse economiche perché il momento per consolidare è ora”. È il commento del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni poche ore prima del Summit. Il premier, inoltre, si è detto soddisfatto per il primo via libera alla modifica del regolamento di Dublino, votato questa mattina dall’Europarlamento. In Italia, non si placano le polemiche su Bankitalia. Il segretario del PD, Matteo Renzi ribadisce che il governo sapeva ed era d’accordo. Interviene anche Silvio Berlusconi: “Certamente non ha svolto il controllo che ci si attendeva”. In Spagna prosegue il braccio di ferro sull’indipendenza della Catalogna. Il governo di Madrid si prepara ad applicare dell’articolo 155 della Costituzione per sospendere l’autonomia regionale catalana. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Andrea Cozzolino (PD), Laura Ferrara (Movimento 5 Stelle) e Charles Tannock (Conservatori e riformisti).

Le conseguenze della Brexit

I diritti dei cittadini dell’Unione Europea che vivono e lavorano nel Regno Unito e la libertà di movimento degli stessi britannici sono tra le questioni più controverse del capitolo Brexit. Donato Bendicenti ne ha parlato con i suoi ospiti: il corrispondente da Londra Marco Varvello e l’economista Paola Subacchi.

No deal Brexit?

A più di un anno dal referendum che ha sancito il divorzio tra la Gran Bretagna e l’Unione europea cerchiamo di capire a che punto sono i negoziati e quali le possibili conseguenze con due puntate speciali della Bussola da Londra. Ospiti della prima puntata: il corrispondente Marco Varvello, lo storico Donald Sassoon e Lorenzo Codogno della London School of Economics.

Uno scatto di ambizione

Nel vertice europeo di Tallinn dedicato al digitale, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni torna a spingere sulla web tax. “Non possiamo accettare l’idea di tassare i grandi del web come in epoche passate” ha detto Gentiloni che ha sottolineato come in mancanza dell’unanimità  a 28 si potrebbe andare avanti con la formula della “cooperazione rafforzata”.

Il summit informale nella capitale estone riunisce i 28 capi di Stato e di governo dell’Unione Europea.  Assente il premier spagnolo Mariano Rajoy, rimasto in patria per gestire la crisi politica riguardante il referendum per l’indipendenza della Catalogna. A due giorni dal voto continua il muro contro muro tra governo spagnolo e catalani, i primi insistono sulla natura illegale della consultazione mentre i secondi ribadiscono la loro ferma intenzione di fare il referendum.  Intanto sul fronte politico italiano a tenere banco è ancora la legge elettorale. Sono oltre 300 gli emendamenti al cosiddetto Rosatellum che, come annunciato, andrà  in aula il 10 ottobre. Il vertice a Tallinn, le tensioni tra governo spagnolo e Catalogna e la legge elettorale sono le tematiche affrontate da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Titti Di Salvo (Partito democratico) e Simone Baldelli (Forza Italia).

Appunti per una rifondazione  

Mentre la Cancelliera tedesca affronta il difficile nodo coalizione pur rimanendo ottimista,
Emmanuel Macron tiene il suo discorso sull’Europa agli studenti della Sorbona di Parigi. Molti i temi affrontati dal presidente francese. Dalla difesa comune europea alla riforma del diritto di asilo.
Dalla rivoluzione digitale all’istituzione di un’università europea. Obiettivo: “Restituire l’Europa a se stessa e restituirla ai cittadini europei”. E del futuro dell’Unione si è occupato anche il presidente del Consiglio Donald Tusk che oggi ha incontrato la premier Theresa May per fare un punto sulla Brexit.

Questi i temi affrontato da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Cécile Kyenge (Pd), Salvatore
Cicu (Forza Italia), Marco Zanni (ENF) e Alberto D'Argenio (La Repubblica).

L’Onu, i migranti, la Libia

Libia e immigrazione i temi che il presidente Paolo Gentiloni affronta nella sua giornata all’ONU. Il presidente del Consiglio insieme al primo ministro Sarraj solleciterà  alle Nazioni Unite di tornare in forza in Libia, perché ne abbiamo bisogno sia per il processo di pace, che deve essere allargato e completato per stabilizzare il paese, sia per quanto riguarda le migrazioni” al fine di garantire che vengano rispettati i diritti umani dei rifugiati e dei migranti. Giro di incontri sulla legge elettorale per il relatore PD in commissione Affari Costituzionali Emanuele Fiano sul ‘Rosatellum bis’ in attesa di conoscere la posizione di Forza Italia. Inizia con una visita nelle zone terremotate, la protesta fuori dalle aule parlamentari di Matteo Salvini e degli esponenti della Lega Nord contro il blocco dei fondi del partito. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Matteo Mauri (PD) e Francesco Paolo Sisto (Forza Italia).

Con il vento in poppa

Dalla crisi esistenziale al vento in poppa. Il discorso di oggi sullo stato dell’Unione del presidente della Commissione Europea presenta uno Juncker più ottimista rispetto a quello dello scorso anno. Uno Juncker che ha affrontato le principali questioni con cui l’Unione Europea è chiamata a confrontarsi, Dalla crisi dei migranti, con parole di ringraziamento spese nei confronti dell’operato italiano, alla Brexit, passando poi per la situazione economica del Vecchio Continente. I venti sono favorevoli, ma ha ricordato Juncker bisogna approfittare di questo momento e non abbassare mai la guardia perché quando “arriverà  la prossima tempesta potrebbe essere troppo tardi “. Il presidente Juncker ha poi fatto notare che l’Unione dovrebbe avere “un solo capitano”, con riferimento alla diarchia Consiglio/Commissione e ha sottolineato l’esigenza per la Ue di un ministro dell’Economia europeo. Lo stato dell’Unione e le conseguenti reazioni al discorso di Juncker sono al centro della discussione tra Donato Bendicenti e i suoi ospiti David Sassoli (Partito democratico) e Tiziana Beghin (Movimento 5 Stelle).