Al limite

Sono oltre diecimila le persone soccorse, in quattro giorni, nelle acque del Mediterrraneo. Una situazione al limite per la quale il governo italiano ha dato mandato al Rappresentante presso l’Ue, l’ambasciatore Maurizio Massari di porre formalmente al commissario per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, il tema degli sbarchi in Italia. Il governo starebbe valutando la possibilità di negare lo sbarco in Italia alle navi Paesi che non fanno parte di missioni europee. “Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri la situazione diventerebbe ingestibile anche per un paese grande e aperto come il nostro”. È quanto ha evidenziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando dal Canada  dove ha incontrato il primo ministro Justin Trudeau. E dal palco del congresso della Cisl è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni ricordando che “un paese intero si sta mobilitando per gestire questa emergenza migratoria”. Per Gentiloni è necessario che l’Europa intervenga e soprattutto che “alcuni paesi europei” dovrebbero smettere “di girare la faccia dall’altra parte perché questo non è più sostenibile”. La legge elettorale torna in Aula alla Camera a settembre. A deciderlo la conferenza dei capigruppo. Forza Italia chiedeva di esaminare il tema già a luglio, Pd, Ap e centristi hanno convenuto su settembre. “Noi ci siamo anche la settimana prossima, perché aspettare settembre?”. È il duro commento del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Per il Movimento 5 Stelle: “Renzi e il PD dopo la sonora sconfitta alle amministrative sono passati dal voto anticipato a quello posticipato”. Questi alcuni temi discussi da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Marietta Tidei (Pd) e Marta Grande (Movimento 5 Stelle).

Fotografia di una ricostruzione

“L’obiettivo di questa riunione è cercare di fare una fotografia il più possibile realistica della situazione, sapendo che è stato fatto un lavoro enorme, viste le dimensioni e le tre crisi che si sono ripetute, e che questo lavoro ha partorito l’impianto di ricostruzione sul medio termine che forse non ha precedenti dal punto di vista delle risorse, delle potenzialità, delle facilitazioni, della dimensione di persone coinvolte in questo intervento e delle risorse mobilitate”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aprendo la riunione a Palazzo Chigi con i presidenti delle regioni interessate, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario Vasco Errani, sul dopo terremoto. Dopo la tornata elettorale non si placano le polemiche all’interno dei diversi schieramenti. Se per Matteo Renzi “le discussioni sulle coalizioni appassionano solo gli addetti ai lavori”, mentre agli italiani interessano “le tasse”, nel centrodestra si discute di leadership. A Silvio Berlusconi che invita il centrodestra ad essere “moderato e liberale” risponde Giorgia Meloni: “Ancora con questa storia della moderazione? Ma è una categoria che in politica non esiste più”. Mentre la commissione Esteri del Senato ha concluso l’esame del Ddl di ratifica del CETA, l’accordo commerciale tra Unione europea e Canada, numerose organizzazioni da Coldiretti a Legambiente hanno manifestato con un sit-in in piazza del Pantheon. Diversi i partiti che hanno aderito: da Sinistra italiana al Movimento 5 Stelle. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Edoardo Fanucci (Pd) e Massimiliano Fedriga (Lega Nord).

Analisi differenziate

Il giorno dopo i ballottaggi per le amministrative, è  tempo di riflessioni. Il centrodestra unito è riuscito a strappare alla sinistra i capoluoghi maggiori e alcune delle sue roccaforti storiche, a cominciare da Genova per continuare con La Spezia fino a Piacenza e Pistoia. Ma il segretario del Partito democratico Matteo Renzi tira dritto e in un tweet posta un grafico realizzato da Youtrend, relativo ai comuni sopra i 15mila abitanti. Il grafico mostra come il centrosinistra abbia vinto in 67 comuni contro i 59 del centrodestra. Ma il centrodestra forte del risultato chiede a gran voce di andare al voto anticipato con un sistema elettorale maggioritario, a farsi portavoce di questa istanza è il cosiddetto asse del Nord (formato dall’ala forzista capitanata dal governatore ligure Giovanni Toti e dalla Lega Nord di Matteo Salvini), mentre Berlusconi preferisce arrivare a fine legislatura, puntando a una coalizione “dal chiaro profilo moderato-liberale”, L’analisi del voto è al centro della discussione tra Donato Bendicenti, Federico Geremicca (La Stampa) e Alessandro Campi (politologo).

Il momento dello slancio

Si è concluso a Bruxelles il vertice dei capi di Stato e di governo. Soddisfazione del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sul tema dell’immigrazione. Anche se non si sono prese decisioni concrete, l’Italia ha ricevuto sufficienti rassicurazioni sul tema. “L’unico risultato che ci interessa è porre fine definitivamente a questa situazione tragica. Tutti i capi di Stato e di governo si sono impegnati a lavorare di più nelle prossime settimane per coordinare gli sforzi e sostenere di più l’Italia”. Così il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, parlando in conferenza stampa al termine del vertice. La stessa soddisfazione non la esprime Theresa May. La proposta presentata dalla premier britannica sulle tutele per i cittadini comunitari che continueranno a vivere nel Regno Unito dopo la Brexit, ha avuto una tiepida accoglienza. Per Tusk è “al di sotto delle nostre aspettative” mentre per la cancelliera Merkel è “un buon inizio” ma “non la svolta”. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Fabio Martini (La Stampa) e Michael Stabenow (Frankfurter Allgemeine Zeitung).

La richiesta italiana

Brexit, immigrazione, lotta al terrorismo e difesa comune i temi su cui è incentrato il summit dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea. In mattinata colloquio bilaterale tra il premier Paolo Gentiloni e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker sulla crisi migratoria. L’Italia – ha rassicurato Juncker – può “continuare a contare sulla solidarietà europea”. Serve “da parte europea un impegno maggiore sia da un punto di vista economico che di scelte politiche” è quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio al termine dell’incontro. I temi del vertice sono al centro della puntata odierna. Ospiti di Donato Bendicenti: Antonio Panzeri (Articolo 1 – MDP), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle) e Andrea Bonanni (la Repubblica).

Migration management

Alla vigilia del vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Unione in parte dedicato all’emergenza migratoria, l’Europarlamento ha ospitato una conferenza sull’argomento. “Non possiamo perdere altro tempo, serve agire rapidamente e con grande determinazione, è tempo di dare risposte concrete ai nostri cittadini”. Così il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani nel suo discorso di apertura dei lavori. “L’obiettivo è far sentire forte la vostra e la nostra voce – ha sottolineato Tajani – rivolgendoci ai capi di Stato e di Governo”. E proprio in vista del Summit, il premier Paolo Gentiloni ha presentato le sue comunicazioni al Parlamento. Diversi i temi toccati dal presidente del Consiglio proprio a partire dalla crisi migratoria: “La velocità con cui si muove l’Ue resta drammaticamente al di sotto di quella che serve per la gestione del fenomeno. Bisogna avere il coraggio di dirlo apertamente e lo faremo a Bruxelles”. A Londra si è inaugurato ufficialmente il nuovo Parlamento britannico con la cerimonia del discorso della Regina che illustra il programma legislativo del governo. Tra le priorità: ottenere il miglior accordo possibile per la Brexit. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Daniele Viotti (Partito democratico), Laura Ferrara (Movimento 5 Stelle), Eleonora Forenza (Sinistra unitaria europea) e Enrique Serbeto (ABC).

Il dovere dell’accoglienza

“I flussi di profughi e di rifugiati sono realtà quotidiana, non più eventi occasionali, eccezioni dovute a crisi momentanee”. Così, in un messaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la Giornata Mondiale del Rifugiato. “Occorre, quindi – prosegue il Capo dello Stato – che il nostro approccio sappia superare la dimensione emergenziale per elaborare, come già stiamo facendo, sempre più efficaci risposte strutturali e di lungo periodo”. A Lussemburgo, intanto, nel giorno dopo l’avvio dei negoziati per la Brexit, i ministri per gli Affari europei non sono riusciti a trovare un accordo sulla scelta dei criteri in base ai quali scegliere tra i vari paesi candidati chi ospiterà le due agenzie dell’Unione, l’Agenzia del Farmaco (EMA) e l’Agenzia Bancaria (EBA) che dovranno lasciare la Gran Bretagna dopo la Brexit. La decisione verrà presa dal prossimo Consiglio dei Capi di Stato e di Governo. Sul fronte della politica nazionale tiene banco il caso Consip. In Aula al Senato si votano le mozioni presentate dai gruppi di maggioranza e di opposizione nonostante il capogruppo del PD, Luigi Zanda, aveva chiesto il rinvio del dibattito a dopo il 27 giugno, data in cui si riunirà l’assemblea della società. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Patrizia Toia (PD), Tiziana Beghin (Movimento 5 Stelle), Lara Comi (Forza Italia) e Enrico Tibuzzi (Ansa).

Brexit Talks

Ad un anno circa dal referendum, che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sono iniziati ufficialmente a Bruxelles i negoziati sulla Brexit. A condurli il capo negoziatore dell’Ue, Michel Barnier e David Davis, ministro britannico per la Brexit. Il primo ha sintetizzato gli obiettivi della trattativa “il ritiro ordinato del Regno Unito dall’Ue, affrontando il problema dell’incertezza che la Brexit ha causato nei cittadini, e nei beneficiari delle politiche europee, e poi l’impatto sulle nostre frontiere, in particolare in Irlanda”. Davis, da parte sua, ha subito sottolineato di essere a Bruxelles “per cominciare la prossima fase del nostro lavoro per

costruire un nuovo, profondo e speciale partenariato con l’Ue”. Clima positivo quindi intorno a una trattativa che si prospetta impegnativa, specie tenuto conto della difficile posizione in cui si trova la neoeletta premier Theresa May, alle prese con un’opinione pubblica segnata dai continui attentati terroristici e dall’incendio alla Grenfell Tower. Se le ultime elezioni si sono rivelate per la May controproducenti, stessa cosa non si può dire per Emmanuel Macron. “En Marche”, partito del nuovo presidente della Repubblica Francese, ha ottenuto infatti, a dispetto di uno storico dato di astensione, un grande risultato nel secondo turno delle elezioni legislative. Tradotto significa una solida maggioranza in parlamento. Un parlamento quello francese chiamato ad affrontare la costante minaccia terroristica. Anche questo pomeriggio a Parigi, sugli Champs-Elysées è tornata la paura. Un uomo al volante di un’auto si è diretto volontariamente contro un furgone della polizia . Il veicolo è esploso dopo l’urto contro la camionetta delle forze dell’ordine e l’uomo a bordo è deceduto.

Intanto in Italia continua la querelle sullo Ius Soli. Alla Cei che si è espressa in favore del provvedimento, replica subito la Lega “pensino prima a problemi italiani”. Il MoVimento 5 Stelle invece conferma la sua astensione, mentre il Partito Democratico insiste sull’importanza della legge. Il dibattito sullo Ius Soli si inserisce in queste ultime battute di campagna elettorale che precedono i ballottaggi per le amministrative di domenica 25 giugno. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Enzo Moavero Milanesi (direttore School of Law LUISS), Lucio Malan (Forza Italia) e Lorenzo Dellai (Democrazia Solidale).

Le solide giustificazioni

Previsioni positive per il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan che oggi, al termine dell’Ecofin, ha sottolineato come in merito alla proposta presentata dall’Italia alla Commissione UE, su un aggiustamento strutturale per il 2018 pari allo 0.3% “non ci sono numeri né indicazioni che mi fanno pensare che questa nostra decisione” presa “tenendo conto del contesto, possa essere rigettata. A me sembra –  ha aggiunto Padoan – anzi ne sono fermamente convinto, che le giustificazioni fornite sono assolutamente solide in se e coerenti con il quadro della politica economica europea”. Intanto in Italia giornata difficile sul fronte dei trasporti: a rischio treni, aerei, bus e metropolitane per lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati di base. “Non siamo riusciti a regolamentare lo sciopero in maniera che non siano le piccole sigle a bloccare un Paese, guarda caso sempre di venerdì”. È il duro commento del segretario del Partito democratico, Matteo Renzi. “Sul diritto di sciopero – ha aggiunto – niente da dire, è sacrosanto, ma va regolamentato”. Intanto sul fronte politico, mentre non si attenua la polemica sullo Ius soli, il disegno di legge per cambiare le regole sulla concessione della cittadinanza italiana, si ragiona sulle possibili alleanze in vista del secondo turno delle amministrative. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e le sue ospiti: Anna Rossomando (Pd) e Loredana De Petris (Sinistra italiana).

Scontro sulla cittadinanza

Dopo quasi due anni dall’approvazione in prima lettura alla Camera, è stato incardinato nell’Aula del Senato il ddl sulla cittadinanza ed è subito bagarre. La Lega Nord, responsabile di disordini in Aula chiede che il testo torni in Commissione da dove è uscito senza relatore. Il Governo, sempre in Aula al Senato, con 144 sì e 104 no e un solo astenuto, incassa la fiducia sulla manovrina. E nel Regno Unito si aggrava il bilancio dell’incendio al grattacielo di Londra. 17 le vittime accertate ma ci sono ancora numerosi dispersi. Tra questi anche i due italiani: Marco Gottardi e Gloria Trevisan. Per il legale della famiglia della ragazza non ci sono speranze che siano vivi. La premier Theresa May ha promesso un’inchiesta approfondita. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Giuditta Pini (Pd), Massimo De Rosa (Movimento 5 Stelle) e il politologo Piero Ignazi.