Un impegno da condividere

“Una candidatura solida sconfitta solo da un sorteggio. Che beffa!” Così il commento – via twitter – del premier Gentiloni, amareggiato per l’assegnazione della sede dell’EMA ad Amsterdam. L’assegnazione è avvenuta con un sorteggio tra le due città dopo che al ballottaggio finale – in corso a Bruxelles – avevano ricevuto gli stessi voti. L’Agenzia Europea del Farmaco dovrà infatti lasciare Londra la prossima primavera, come conseguenza della Brexit. Ma il presidente del Consiglio, oggi, si è occupato anche di pensioni rivolgendo un appello alle organizzazioni sindacali per “condividere lo sforzo” del Governo sull’adeguamento dell’età pensionabile. Apertura da parte di CISL e UIL mentre Susanna Camusso ha fatto sapere che la CGIL è pronta alla mobilitazione se non ci saranno cambiamenti nelle proposte presentate dall’esecutivo. In Germania a distanza di due mesi dalle elezioni fallisce l’ennesimo tentativo della Cancelliera Angela Merkel di formare il nuovo Governo. Il presidente Steinmeier invita tutti i partiti al dialogo e alla responsabilità, sottolineando come questa responsabilità “non può essere semplicemente rimandata agli elettori”. Questi alcuni dei temi dibattuti nella puntata odierna della Bussola. Ospiti di Donato Bendicenti: Lia Quartapelle (PD) e Manlio Di Stefano (Movimento 5 Stelle).

Con le migliori intenzioni

I diritti sociali sono un pilastro dell’Unione Europea. È quanto sancito dai 28 Capi di Stato e di Governo dell’UE riuniti a Göteborg per il Summit sociale per il lavoro e la crescita equa. “Ci sono differenze tra Paese e Paese ma sono stati fissati alcuni grandi principi insieme tra governi, sindacati, imprese e organizzazioni giovanili. È un programma per il futuro”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a margine del vertice. Incontro a margine del summit tra il presidente del Consiglio UE Donald Tusk e la premier britannica Theresa May sul negoziato per la Brexit. “Per evitare ambiguità sul calendario – ha sottolineato Tusk – ho chiarito alla premier britannica che i progressi devono arrivare al più tardi al principio di dicembre”. Questi alcuni degli argomenti trattati da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Alberto D’Argenio (La Repubblica) e David Herszenhorn (POLITICO europe).

Let’s talk about it

Cos’è il pilastro europeo dei diritti sociali? E’ solo uno dei tanti quesiti che ruotano intorno a una tematica, quella del sociale, che torna ad essere protagonista in Europa. E lo fa anche grazie ad un appuntamento quello di domani con il Social Summit di Göteborg in Svezia. Un’occasione per i paesi membri Ue per affrontare una questione così cruciale per le sorti del vecchio continente. Dalla città svedese Donato Bendicenti ne ha parlato con Luca Visentini  (segretario Confederazione europea sindacati) e Valeria Ronzitti  (segretario Centro europeo imprese pubbliche).

La sostanza della crescita

“Non siamo più il fanalino di coda in Europa”. Così il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni dopo che ieri, il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen aveva detto “in Italia la situazione non sta migliorando”. “La sostanza del discorso – ha aggiunto Gentiloni – non sono le cifre, ma capire che il paese si è rimesso a crescere, anche se questa crescita non ha risanato le cicatrici della crisi. Non è la soluzione ma un’opportunità”. Dopo le accuse dell’ONU nei confronti dell’UE e dell’Italia per gli abusi subiti dai migranti nei campi in Libia, arriva la decisione del Parlamento europeo di inviare una delegazione sul posto per verificare la situazione umanitaria. E alle accuse risponde anche il ministro dell’Interno Marco Minniti ricordando le diverse iniziative italiane ed europee in corso per migliorare la situazione libica. Sicuramente – ha aggiunto – tutto questo non basta ma “l’alternativa non può essere quella di rassegnarsi all’impossibilità di governare i flussi migratori e consegnare ai trafficanti di esseri umani le chiavi delle democrazie europee”. A Strasburgo, l’Europarlamento ha approvato le nuove regole per rendere più stringenti le misure per contrastare le importazioni da paesi terzi oggetto di dumping e sovvenzioni. Questi i temi approfonditi da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Roberto Gualtieri (PD) e Elisabetta Gardini (Forza Italia).

Titolo: L’inferno libico

“Disumano il patto con la Libia. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità”, è l’accusa che l’ONU rivolge all’Unione europea e all’Italia per l’accordo di collaborazione con la Libia mirato a fermare gli arrivi di migranti in Europa. Pronta la risposta dell’Unione che per mezzo di una portavoce ricorda come “la priorità” dell’UE “è sempre stata e continuerà ad essere quella di salvare vite, proteggere le persone e combattere i trafficanti”. Il presidente Antonio Tajani fa sapere che l’Europarlamento sta valutando la possibilità che “una delegazione del Parlamento europeo si recherà in Libia per verificare la situazione”. In Italia, nel terzo trimestre il Pil accelera, in controtendenza rispetto all’area Euro. Soddisfatto il premier Paolo Gentiloni che chiede di non dilapidare il risultato né di metterlo in discussione. In contemporanea arriva però il monito del vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen: “tutti possono vedere i numeri, la situazione in Italia non sta migliorando”. Questi alcuni degli argomenti dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Giovanni La Via (Alternativa popolare) e Sergio Cofferati (Sinistra italiana).

Una parte del sogno

“Si realizza una parte importante del sogno di De Gasperi che negli anni ’50 del secolo scorso morì con questa spina nel cuore”. Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano commenta l’approvazione dell’intesa su una cooperazione rafforzata in materia di difesa (Pesco) tra 23 Paesi UE. Un’opportunità anche per l’industria italiana della difesa è l’osservazione della ministra Roberta Pinotti. In Italia, apre all’ipotesi coalizioni, Matteo Renzi dalla direzione del PD: “Pronti a dialogare con tutti ma niente abiure”. Dal vertice a Palazzo Chigi sulle pensioni arriva una nuova proposta del Governo ai sindacati: nessun aumento dell’età pensionabile a 67 anni per coloro che svolgono lavori gravosi, basteranno 30 anni di contributi. Questi alcuni dei temi affrontati da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Cécile Kyenge (PD) e Laura Ferrara (Movimento 5 Stelle).

Nell’Italia di domani

“La legge di bilancio, anche con risorse limitate, cerca di avere tra le sue priorita’ quella di aggredire il tema della disoccupazione giovanile” così si è espresso il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nel suo intervento al convegno “L’università italiana nell’Europa di domani”. Ma quella della disoccupazione giovanile non è l’unica problematica che il governo è chiamato ad affrontare, sul tavolo a pesare è ancora la questione delle pensioni. Pensioni di cui ha parlato questa mattina nel corso di un altro convegno riguardante le piccole e medie imprese il presidente dell’Inps Tito Boeri che ha ribadito “in un sistema in cui le pensioni di oggi vengono pagate dagli attuali lavoratori, se non adeguiamo l’eta’ pensionabile alla speranza di vita aumentiamo il carico fiscale e contributivo che pesa sui lavoratori e quindi distruggiamo l’occupazione”. Dichiarazioni quelle di Boeri che arrivano nel giorno in cui l’Ocse nell’annuale rapporto panorama della salute indica l’Italia come uno dei paesi, per l’esattezza il quarto, in cui l’aspettativa di vita è la più alta. Intanto prosegue la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2018. Il risultato delle elezioni siciliane ha riaperto le discussioni su coalizioni e leadership. Nel centrosinistra il segretario del PD Matteo Renzi cerca di porre fine alle polemiche rispetto all’uscita di Grasso dal partito e ringrazia il presidente del Senato per il suo operato. Nel centrodestra invece si guarda già alle elezioni regionali di un’altra regione chiave: il Lazio. Si avvertono i primi dissapori dopo la decisione del sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi di scendere in campo con una sua lista civica ed è Forza Italia a mostrare più insofferenza perché vorrebbe scegliere il candidato governatore. Dal Regno Unito arriva la data e anche l’ora in cui si dovrebbe compiere la Brexit. 29 marzo 2019 alle 23, questa l’indicazione riportata nero su bianco da Theresa May con un emendamento al Withdrawal Bill (o Repeal Bill), la legge quadro sul divorzio dall’Ue. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Anna Rossomando (Partito democratico) e Stefano Candiani (Lega Nord).

La strada della stabilità

 

“La ripresa economica in Italia accelera nel 2017 grazie alla domanda esterna e domestica, ma i venti di coda in rallentamento e le più basse prospettive di crescita nel medio periodo modereranno la crescita” nei prossimi due anni. E’ quanto scrive la Commissione UE nelle previsioni economiche. Per il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni l’Italia resta un paese affidabile per gli investitori e gli alleati e avverte “ora non disperdere risultati e non trasformare l’Italia in un supermercato di paure”. Duro confronto in commissione d’inchiesta sulle banche tra la Consob e la Banca d’Italia. Cancellato il confronto all’americano il nodo resta la vigilanza delle sofferenze degli istituti veneti. Ancora si discute del nodo alleanze nel centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Mentre la minoranza dem cerca ancora di evitare divisioni nel campo di centrosinistra coinvolgendo figure che uniscono come Prodi e Veltroni, per i fuoriusciti di mdp l’alleanza con il pd di Matteo Renzi porterebbe a perdere sicuramente le elezioni. Questi i temi al centro della puntata odierna della Bussola. Ospiti di Donato Bendicenti: Andrea Cozzolino (PD), Ignazio Corrao (M5S), Antonio Panzeri (Articolo 1-MDP) e Andrea Bonanni (La Repubblica).

 

La ricerca della normalità

Sciopero generale in Catalogna per chiedere la liberazione dei leader indipendentisti e dei ministri catalani destituiti mentre il premier spagnolo, Mariano Rajoy, rivolge un appello per una “partecipazione massiccia” alle elezioni del 21 dicembre in Catalogna. Intanto a Bruxelles, il premier belga, Charles Michel, sottolinea che il deposto presidente catalano, Carles Puigdemont è un cittadino europeo che deve rispondere delle proprie azioni, con i suoi diritti e doveri, senza privilegi. A pochi giorni dall’annuncio sulla nuova città che ospiterà l’EMA, l’Agenzia Europea del farmaco, mobilitazione degli Europarlamentari italiani per sostenere la candidatura della città di Milano. In Italia è polemica dopo l’arresto per evasione fiscale del neo-deputato all’Assemblea regionale siciliana, Cateno De Luca che era stato inserito tra gli ‘impresentabili’. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Brando Benifei (PD), Massimiliano Salini (Forza Italia), Tiziana Beghin (Movimento 5 Stelle) e Curzio Maltese (Sinistra unitaria europea).

Il cambiamento del clima

 

Stato di salute delle banche e questione “paradise papers”, questi alcuni dei temi al centro dell’Ecofin di Bruxelles. Al vertice ha preso parte anche il ministro dell’economia italiano Pier Carlo Padoan che ha ribadito come la pressione internazionale possa aiutare nella lotta contro l’evasione fiscale. Da segnalare oggi nella capitale belga la riunione di 200 sindaci indipendentisti catalani organizzata al centro culturale Bozar, è intervenuto anche il presidente deposto catalano Carles Puigdemont che ha parlato di “colpo di Stato contro un governo legittimo” e di governo spagnolo fascista. Una situazione ancora in divenire quella catalana, sulla quale l’Europa ha fatto capire il suo punto di vista liquidandola come una questione interna allo stato spagnolo.

Intanto sul fronte politico interno continua il dibattito su alleanze e leadership. Il centrodestra galvanizzato dalla vittoria in Sicilia con il candidato Nello Musumeci insiste su un modello di unità  che può imporsi anche a livello nazionale e vede come diretto competitor il Movimento 5 Stelle. Nel centrosinistra invece ad essere messa in discussione è la leadership del segretario PD Matteo Renzi. Dopo la pesante sconfitta alle elezioni regionali in Sicilia si cominciano a fare nuovi nomi sul candidato premie. C’è chi come Rosato vedrebbe bene Paolo Gentiloni, chi invece punterebbe su Dario Franceschini. Ma Matteo Renzi tira dritto convinto di poter arrivare al 40% con le giuste alleanze. Alleanze in cui non sembrerebbe compreso Articolo 1-MDP. La minoranza dem vedrebbe nella figura di Pietro Grasso un buon leader, così come dichiarato oggi da Pierlugi Bersani e da Massimo D’Alema. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Nicola Danti (Partito democratico), Salvo Pogliese (Forza Italia), Marco Zanni (ENF) ed Enrico Tibuzzi (Ansa).