Il decreto Salvini

All’unanimità il consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto Salvini, decreto su sicurezza e immigrazione. “Per i richiedenti asilo lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado” ha annunciato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Con lui a presentare il decreto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che in merito alle presunte polemiche fra Quirinale e governo ha dichiarato “Il presidente della Repubblica avrà tutto l’agio quando riceverà il testo formalmente di fare ulteriori rilievi”. Il premier ha poi aggiunto che domani arriverà al Colle il decreto su Genova. Intanto il governo è sempre al lavoro sulla manovra economica. Il vicepremier Di Maio propone di adottare il modello francese: deficit al 2,8%. ma le opposizioni vanno all’attacco. E sulla manovra interviene anche il presidente della BCE Mario Draghi che ribadisce nello specifico sull’Italia quanto spiegato nelle sue ultime apparizioni. “Occorre aspettare i fatti. E i fatti sono la presentazione della legge di bilancio e la discussione in Parlamento. Entrambe sono importanti e delicate. A questo punto non voglio entrare nella discussione sulla politica interna di un singolo Stato membro”. Sul fronte Brexit giornata di serrato confronto politico a Londra. I laburisti, con il loro leader Corbyn, voteranno domani sull’ipotesi di un secondo referendum mentre la premier Theresa May considerata l’assenza di controproposte non è disposta ad abbandonare il cosiddetto “piano Chequers”. Donato Bendicenti ne ha parlato con i suoi ospiti: Marco Bresolin (La Stampa), Piernicola Pedicini (M5S) e Lara Comi (Forza Italia).

Alla prova del Def

In primo piano la politica, con la manovra economica e la discussione aperta sui provvedimenti che interessano i due azionisti del governo gialloverde, primo fra tutti il reddito di cittadinanza. “Riguarderà solo i cittadini italiani” ha sottolineato il ministro del Lavoro e Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Mentre da Genova il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadisce “non ci impiccheremo agli zero virgola, vogliamo rispettare le promesse prese con i nostri elettori”. All’indomani del vertice informale dei leader europei a Salisburgo, le posizioni dei 28 restano divergenti sulla questione migranti e anche Brexit rimane un nodo irrisolto. “Nessun accordo è meglio di un cattivo accordo” ha confermato la premier britannica Theresa May. Donato Bendicenti ne ha parlato con i suoi ospiti: Simona Bordonali (Lega), Silvia Fregolent (Partito Democratico) e Massimiliano Panarari (comunicazione politica Luiss Roma).

La causa comune

Seconda e ultima giornata del vertice di Salisburgo. Il summit che ha visto i capi di Stato e governo europei confrontarsi sulle mai chiuse questioni migranti e Brexit, si è risolto con un nulla di fatto. Certo tutti i leader hanno parlato di passi avanti, ma sulla questione migranti c’è ancora da lavorare e soprattutto c’è da agire uniti. Lo ha ricordato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sua conferenza stampa “”Il caso Diciotti ci vede tutti perdenti. Se l’Europa vuole esprimere una politica in materia di immigrazione vuol dire che mette a punto una strategia, rivede il regolamento di Dublino e quanto prima persegue nuovi meccanismi di gestione collettiva nel segno della solidarietà'”. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha rincarato la dose e ha dichiarato “Ci sono le crisi, ma le crisi le genera chi dice che non rispetta il diritto internazionale e umanitario e quando arriva una nave non la prende anche se è il porto più vicino. La crisi la genera chi dice che ama la Ue quando prende i fondi strutturali ma non prende neanche un migrante”. Evidente il riferimento all’operato dell’Italia negli ultimi mesi. Anche la Brexit rimane un fronte ancora aperto e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha rimandato ogni discussione a riguardo al Consiglio di ottobre. La proposta economica britannica non convince e non manca troppo a marzo 2019, mese in cui si dovrebbe concludere il percorso di uscita del Regno Unito dall’Unione. In Italia tiene ancora banco la questione manovra. Oggi il ministro dell’Economia Giovanni Tria nel corso di un question time al senato ha voluto ribadire come pace fiscale non sia sinonimo di condono, ma le opposizioni dimostrano la loro contrarietà e la tensione rimane alta. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Paolo Valentino (Corriere della Sera) e Marco Conti (Il Messaggero).

Il gioco delle colpe

Invito a porre fine al gioco delle colpe sull’immigrazione. Non possiamo più essere divisi fra coloro che vogliono risolvere il problema e chi vuole usarlo per un guadagno politico” con queste parole il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk ha aperto il vertice informale Ue a Salisburgo. Una due giorni che vedrà sul tavolo la questione migratoria e la Brexit. Stasera è prevista una cena tra i capi di Stato nella quale si proverà a dirimere le due questioni così fondamentali per la tenuta dell’Unione. Intanto prosegue il dibattito sulla manovra economica italiana, Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio oggi in missione in Cina ha dichiarato “Non possiamo aspettare due-tre anni per rispettare le promesse fatte agli elettori. Si deve attingere a un po’ di deficit per poi far rientrare il debito l’anno dopo o tra due anni, tenendo i conti in ordine senza voler fare alcuna manovra distruttiva dell’economia». Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini da Roma si è detto tranquillo sul raggiungimento degli obiettivi previsti nel contratto di governo. Da Salisburgo Donato Bendicenti ha affrontato queste tematiche con i suoi ospiti Andrea Bonanni (La Repubblica) e Fabio Martini (La Stampa).

L’agenda di Salisburgo

“Per evitare un nuovo caso Diciotti occorre una risposta europea” così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso del bilaterale con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Alla vigilia del vertice informale di Salisburgo di mercoledì e giovedì, i due capi di stato hanno ribadito la necessità per l’Unione Europea di rafforzare Frontex e dimostrare unità . Unità ancora ben lontana a giudicare dalle parole del ministro degli esteri Moavero Milanesi. Oggi a Bruxelles per la sessione pubblica del consiglio affari generali Moavero ha dichiarato: “Siamo molto divisi, anche aspramente. Ma si tratta di una questione reale, politica e concreta, con un’incidenza sui flussi elettorali”.Intanto all’indomani del vertice sulla manovra a Palazzo Chigi, ancora tensioni tra il ministro dell’economia Tria e il Movimento 5 Stelle. Il ministro dimostra cautela mentre il Movimento di Luigi Di Maio sarebbe pronto anche a sforare il debito per centrare gli obiettivi del contratto di governo. Dopo le polemiche di questi giorni, il segretario del Partito Democratico Maurizio Martina prova a smorzare i toni e da Trieste dice “basta chiacchiericcio si torni a pensare ai problemi dei concittadini e a come risolverli.” Donato Bendicenti ne ha parlato con Enrico Borghi (Partito democratico) e Alvise Maniero (Movimento 5 Stelle) .

“Il vertice sulla manovra”

Vertice a Palazzo Chigi sulla manovra economica. All’ordine del giorno reddito di cittadinanza e pace fiscale, ma fa sapere il vicepremier Luigi Di Maio “Non approveremo mai condoni e la pensione di cittadinanza è un punto del programma”. Intanto ieri sera incontro ad Arcore tra Salvini e Berlusconi, sul tavolo Rai, pubblicità e regionali. Assente la Meloni che parla di incontro positivo e della necessità di affrontare quanto prima nodi politici da coalizione del centrodestra. Sul fronte europeo in attesa della due giorni di Salisburgo, il 19 e 20 settembre, incontro all’Eliseo tra il presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. I due si sono confrontati sulla questione migranti. sulla sicurezza e sulla Brexit, temi che saranno al centro anche del vertice informale dei prossimi giorni. Donato Bendicenti ne ha parlato con i suoi ospiti: Lucio Malan (Forza Italia) e Maurizio Fugatti (Lega).

Dalle parole ai fatti

“Negli ultimi mesi abbiamo visto che le parole hanno fatto danni: i tassi sono saliti per le famiglie e le imprese. Ora stiamo aspettando i fatti. I fatti sono la legge di bilancio e la successiva discussione in Parlamento”. così il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Parole pesanti che arrivano nel giorno in cui da Pierre Moscovici, commissario Ue per l’economia, arriva un monito rivolto proprio all’Italia. “Serve un bilancio credibile” dice il commissario francese che ha espresso la sua preoccupazione per l’ondata populista che sta travolgendo l’Europa. Ma il Ministro dell’Interno Matteo Salvini non ci sta e replica: “Il commissario Ue Moscovici, anzichè censurare la sua Francia che respinge gli immigrati a Ventimiglia, ha bombardato la Libia e ha sforato i parametri europei, attacca l’Italia e parla a vanvera di tanti piccoli Mussolini in giro per l’Europa. Si sciacqui la bocca prima di insultare l’Italia, gli Italiani e il loro legittimo governo”. Gli fa eco anche il vicepremier Luigi Di Maio, che ha parlato di atteggiamenti «insopportabili» da parte di alcuni commissari europei. Oggi è stata anche la giornata del via libera del Consiglio dei ministri al decreto “urgenze” – su Genova, Ischia e Centro Italia – e al decreto “concretezza”. Intanto a Bruxelles il commissario Ue Dimitri Avramopoulos è nuovamente intervenuto sulla questione migranti “Chi dice ai cittadini che la sfida dell’immigrazione sparirà  se si erigono dei muri o se si intraprendono iniziative isolate non europee, non solo sbaglia, ma non è neppure sincero e onesto con i propri cittadini. Solo l’Unione più forte e più unita può far fronte a tutte queste sfide assieme” ha dichiarato. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Mario Sechi (List) e Alessandro Campi (storico).

La visione di Juncker

“L’Europa non sarà mai una fortezza che volta le spalle al resto del mondo” così il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, l’ultimo del suo mandato.Juncker ha prefigurato da un lato il rafforzamento della guardia costiera e di frontiera europea “fino a 10mila unità da qui al 2020 ed un’agenzia europea per l’asilo”, dall’altro la necessità di una nuova alleanza tra Europa e Africa per investimenti sostenibili e occupazione. Ma Strasburgo oggi non ha visto solo il discorso di Juncker. Sanzioni nei confronti dell’Ungheria da una parte e copyright dall’altra hanno caratterizzato questa intensa giornata europea. Dopo il discorso di ieri al Parlamento Europeo nel quale Orban ha ribadito le sue posizioni, oggi l’assemblea ha approvato con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti la risoluzione di Judith Sargentini, chiedendo di aprire la procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato in caso di violazione dei diritti fondamentali come democrazia, Stato di diritto e diritti umani.Ora la palla passa al Consiglio Europeo dove serve il voto unanime di tutti gli stati membri e considerata la posizione di alcuni stati come la Polonia, la strada è tutta in salita. Via libera anche per la nuova direttiva sul copyright approvata con 438 sì, 226 no e 39 astenuti. E se il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani parla di vittoria contro le fake news e maggior tutela e libertà per i cittadini, non è dello stesso avviso il vicepremier Luigi Di Maio che in suo post su Facebook prefigura uno scenario orwelliano, con l’introduzione della censura dei contenuti degli utenti su Internet.

Intanto alla Camera votata la fiducia al milleproroghe tra le polemiche del Partito Democratico che hanno portato ad una sospensione dei lavori in aula con il conseguente annullamento del question time del presidente del Consiglio Giuseppe Conte previsto nel pomeriggio. Già in mattinata Conte aveva riferito al Senato sul caso Diciotti, ribadendo come l’Italia sia stata lasciata sola e sottolineando le mancanze dell’Europa e la colpevolezza di Malta nella gestione del problema. Intanto dopo le tensioni di questi giorni tra il ministro dell’Interno Salvini e la magistratura, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rimarcato come nessuno sia al di sopra della legge e che i giudici sono legittimati dalla Costituzione. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Adriana Cerretelli (Il Sole 24 Ore), Ignazio Corrao (Movimento 5 Stelle) e Simona Bonafè(Partito democratico).

La versione di Orban

Domani il Parlamento dell’Unione Europea è chiamato a votare per rendere operativo l’articolo 7 del Trattato sul rischio di grave violazione dello Stato di diritto. Strasburgo voterà sulle sanzioni nei confronti dell’Ungheria per aver deciso di non accogliere gli immigrati. Il premier ungherese Viktor Orban parlando all’Europarlamento si è difeso così: “Non accettiamo ricatti, difenderemo le frontiere dell’Ungheria s e necessario anche contro l’Europa”. In Italia è acceso il dibattito sul voto e il governo si spacca. La Lega ha deciso di difendere il premier Viktor Orbán e di votare contro l’avvio della procedura di intervento, mentre il Movimento 5 Stelle è a favore delle sanzioni. A fianco del Carroccio anche Forza Italia.
Donato Bendicenti ne ha parlato con Alessandra Mussolini (Partito Popolare Europeo), Elly Schlein (Possibile/S&D), Mara Bizzotto (Lega) e Michela Giuffrida (Partito democratico)

Effetto Quirinale

 

Continuano le polemiche sul caso della nave Diciotti dopo l’intervento ieri sera del capo dello Stato per sbloccare lo stallo. Il presidente della Repubblica ha chiamato il premier Conte che ha quindi provveduto a dare l’ordine perché potesse avvenire lo sbarco nel porto di Trapani. “Stupore” è stato espresso dal Viminale mentre il vicepremier Di Maio cerca di raffreddare il dibattito: “Bisogna rispettare il Capo dello Stato e lavorare a procedure più veloci”. “Il vero aggiustamento dei conti è aumentare gli investimenti”. Così il ministro dell’Economia, Tria al termine dell’Ecofin che ha comunque escluso manovre correttive per quest’anno. L’Europa però è tornata a chiedere correzioni di bilancio per il 2018 e 2019. Il presidente Usa, Donald Trump, chiude la sua visita in Gran Bretagna, segnata da proteste e forti polemiche. Dopo le critiche rivolte a Theresa May sulla strategia per la Brexit che “probabilmente ucciderà” la possibilità di accordi Usa-Gb, Trump fa retromarcia e assicura: “Relazioni mai così buone, riusciremo a fare un accordo”. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Giovanni Orsina (storico) e Maurizio Caprara (editorialista Corriere della Sera).