La nuova versione

Niente dichiarazione integrativa, sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato. A sorpresa un vertice serale a palazzo Chigi stravolge il dl fiscale e cancella la dichiarazione integrativa, facendo saltare di fatto il condono, misura di cui si discute da settimane. In materia di lotta all’evasione, vengono sbloccate le banche dati, alle quali la Guardia di finanza potrà accedere direttamente senza dover più chiedere autorizzazioni ai pubblici ministeri. Ma non sarà introdotto il carcere per gli evasori, diversamente da quanto chiesto in origine dai 5 stelle. Sempre in merito alle misure della pace fiscale, resta confermata la possibilità di ‘spalmare’ in cinque anni il dovuto, la possibilità di uscire da ogni grado di giudizio del processo tributario pagando una piccola percentuale commisurata alla vittoria nei vari gradi di giudizio. Tra le modifiche concordate, la possibilità di correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi con 200 euro per ogni anno. Intanto da Francoforte arriva il richiamo di Draghi al nostro Paese. “La mancanza di un consolidamento fiscale nei paesi con alto debito pubblico aumenta la loro vulnerabilità agli shock, sia che questi siano prodotti autonomamente mettendo in questione le regole dell’architettura dell’Unione Europea che siano importanti attraverso un contagio finanziario”, dice il presidente della Bce nel corso del suo intervento allo European Banking Congress a Francoforte. Acque agitate anche a Londra, dove vacilla il governo della May. Donato Bendicenti ne ha parlato con Michele Sorice comunicazione politica LUISS, Simone Baldelli Forza Italia ed Ettore Licheri Movimento 5 Stelle

Caos a Londra

Difficile accordo sulla Brexit. Quattro ministri si sono dimessi, ma la May tira dritto. In una conferenza stampa nel tardo pomeriggio a Downing Street ha escluso un secondo referendum sulla Brexit su sua iniziativa. “Per quanto mi riguarda, non ci sarà  un secondo referendum”, ha dichiarato ai giornalisti May. Inoltre la premier ha promesso che andrà fino in fondo sulla Brexit, anche di fronte alla minaccia di essere sfiduciata dal suo stesso partito. Già all’inizio dell’incontro con i giornalisti la May ha sottolineato che “la leadership riguarda il prendere le decisioni giuste, non quelle facili”. “Come premier, il mio lavoro è riportare un accordo che si basa sul voto del popolo britannico per mettere fine alla libera circolazione, assicurare che non vengano inviate vaste somme ogni anno all’Ue ma anche proteggere posti di lavoro, sicurezza e l’unità del Regno Unito”. Sull’Europa è intervenuto oggi il presidente Mattarella durante il suo viaggio in Svezia: “Non siamo, una semplice unione doganale, non siamo una sorta di comitato d’affari”. Ora l’Europa è a una svolta. Vive di certo “una fase complessa”, segnata dagli effetti della crisi economica, dal fenomeno migratorio e dalla Brexit. Ma ormai serve una decisione chiara: “è dirimente un chiarimento introspettivo sulla direzione di marcia che i popoli europei intendono percorrere”, ha detto Mattarella. Donato Bendicenti ne ha parlato con i giornalisti Mario Sechi e Filippo Ceccarelli

La prossima tappa

“Il livello del deficit al 2,4% del pil nel 2019 è un limite invalicabile”. È quanto si legge nella lettera alla Commissione europea inviata dal ministro dell’Economia Giovanni Tria. E inoltre: “l’indebitamento sarà sottoposto a costante monitoraggio”. Nel testo indirizzato ai commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici viene confermata “l’intenzione di attenuare le rigidità e i vincoli” della riforma Fornero sulle pensioni e “l’esigenza di rilanciare le prospettive di crescita” per colmare il gap con gli altri paesi e “far fronte al rallentamento del ciclo”. “Resta prioritaria l’esigenza di rilanciare le prospettive di crescita, per colmare il perdurante divario tra l’attuale livello del Pil e quello registrato prima dell’inizio della crisi economica e finanziaria”.

Ugualmente prioritaria e urgente è la “necessità di affrontare le difficoltà sociali indotte dall’andamento negativo dell’economia attraverso interventi sulle situazioni di disagio e povertà “. Il governo chiede all’Unione europea “l’applicazione della flessibilità per eventi eccezionali”. Citando in particolare le “spese eccezionali per contrastare il dissesto idrogeologico e per la manutenzione straordinaria della rete viaria e di collegamenti”. Inoltre, relativamente alla rete viaria e di collegamenti, il crollo del ponte Morandi a Genova ha evidenziato la necessità di intraprendere un programma di manutenzione straordinaria. “A tal fine, la nuova Legge di bilancio dedica 1 miliardo di euro per il 2019 specificatamente alle messa in sicurezza e manutenzione di infrastrutture della rete stradale quali viadotti, ponti, gallerie”. L’esecutivo Ue non ha commentato e il testo della manovra sarà soggetto alla valutazione della Commissione il prossimo 21 novembre, nell’ambito del semestre europeo, quando arriveranno sul tavolo dei commissari i piani di bilancio di tutti gli Stati membri. Donato Bendicenti ne ha parlato con David Sassoli Partito Democratico e Fabio Massimo Castaldo M5S/EFDD

Titolo: L’analisi di Tria

Giornata romana per il presidente dell’Eurogruppo, Centeno che ha incontrato il ministro dell’economia Tria e il presidente del Consiglio Conte. Al centro degli incontri, i conti italiani. Su questo punto il ministro dell’economia Tria ha ribadito che per evitare la procedura di infrazione l’Italia non può andare a sbattere. In conferenza stampa con il leader dell’Eurogruppo, Tria ha ribadito: “La deviazione esiste, ma non mettiamo in discussione che esistano nell’Unione delle regole fiscali. Sono state violate in passato da Germania e Francia, una deviazione non significa contestare le regole”. Centeno, invece, ha posto l’accento riguardo “i dubbi sui mercati e tra i partner europei, oltre a un certo allarme sui costi di finanziamento del debito” che però finiscono anche per pesare su imprese e famiglie. La ripresentazione del progetto di Bilancio richiesta dall’Ue “offre all’Italia l’opportunità di disperdere questi dubbi”, ha sottolineato il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno. “Le regole europee – ha ricordato Centeno – non sono fine a se stesse ma sono fatte per creare condizioni di crescita sostenibile”. Tria ha risposto che le preoccupazioni europee “non sono fondate su un contenuto reale della manovra”. Comunque negli incontri di oggi si è precisato che rimane aperta la strada del dialogo. Centeno si augura che l’Italia “sia in grado di presentare un progetto di bilancio migliorato”. Ma non solo. Ha anche ricordato il ruolo dell’Italia in Europa. “E’ la terza economia più grande dell’euro. La voce dell’Italia si fa sentire in tutta Europa. Non è un caso che il presidente della BCE, il presidente eletto dell’SSM e il presidente del Parlamento europeo provengano dall’Italia”. Anche l’incontro con Conte si è svolto in un clima di sereno dialogo. In una nota il premier ha sottolineato: “Abbiamo affrontato i temi attualmente in agenda dell’Unione economica e monetaria e ci siamo soffermati sugli aspetti della nostra manovra economica che più direttamente riguardano il piano degli investimenti e le riforme strutturali. Il Governo italiano sta predisponendo interventi legislativi e avviando progetti di investimento volti a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sociale”.

Donato Bendicenti di questo ha parlato con Rossano Sasso Lega, Chiara Braga Partito Democratico e lo storico Alessandro Campi.

Obiettivo stabilizzazione

In Libia “vogliamo superare l’attuale stallo del processo politico con elezioni prima possibile non appena saranno soddisfatte le necessarie condizioni politiche, legislative e di sicurezza”. Così il premier Giuseppe Conte nel corso del question time alla camera rispondendo sulla conferenza di Palermo del 12-13 novembre. Per il premier il summit di Palermo è “un passo fondamentale nell’obiettivo della stabilizzazione della Libia e per la sicurezza dell’intero Mediterraneo”. La Libia è un nodo importante. “Particolare attenzione verrà riservata anche al tema della sicurezza – ha aggiunto Conte -. La conferenza sarà infatti l’occasione per far affrontare gli accordi di Tripoli e affrontare la situazione nel sud del paese. Continueremo a lavorare affinché’ la conferenza segni un passo fondamentale nell’obiettivo della stabilizzazione della Libia”.

Ma oggi è stata anche la giornata della fiducia al Senato del dl sicurezza. Con 163 sì e 59 no è passato il decreto voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Intanto sulla tenuta del governo il ministro dell’Interno precisa: “Ho preso un impegno e governo con i 5 stelle”.

Forte anche Trump negli Stati Uniti. Infatti alle elezioni di midterm i repubblicani “sono andati oltre le aspettative”, ha detto il presidente Usa, sottolineando il rafforzamento al Senato dopo il voto di metà mandato. “Ieri è stato un grande giorno, un giorno incredibile, abbiamo fermato l’onda blu” ha commentato Trump. “Degli 11 candidati da me sostenuti – ha aggiunto – 9 hanno avuto successo”. Di tutto questo Donato Bendicenti ha parlato con Laura Ferrara M5S/EFDD, Brando Benifei Partito Democratico e Enrico Tibuzzi Ansa

Esame all’eurogruppo

Oggi all’Eurogruppo si discute della manovra italiana. Roma ha tempo fino al 13 novembre per “fornire ulteriori elementi” in risposta ai rilievi fatti da Bruxelles sul documento programmatico di bilancio per il 2019, ma se l’Italia non rispetterà più “gli obblighi sulla stabilità  come invece ha fatto negli anni scorsi, dovremo tornare alla questione della procedura per il deficit eccessivo relativo al debito”. Lo ha detto il vicepresidente dell’Ue Valdis Dombrovskis, arrivando all’eurogruppo. La commissione ha chiesto, infatti, ulteriori informazioni all’Italia per compilare un nuovo rapporto sul debito aggiornato alla luce delle conseguenze della manovra. “L’Italia si sta comportando apertamente non in linea con le regole” e ne va “non solo delle regole ma dello stesso sviluppo economico italiano”, che con questa manovra “potrebbe rallentare ulteriormente”, ha sottolineato Dombrovskis. Intanto il commissario Moscovici è chiaro: “Non faremo un accordo di compromesso con l’Italia. Le regole sono regole, devono essere rispettate”. Da Algeri non si è fatta attendere la risposta del premier Conte: “La libertà delle idee è importante, ma da un Commissario europeo io mi aspetto che sia molto cauto. Non voglio neppure immaginare che la Commissione sia condizionata da valutazioni di tipo politico”. Da Bruxelles Donato Bendicenti ha parlato di tutto questo con Eleonora Evi M5S/EFDD, Massimiliano Salini Forza Italiane Angela Mauro Huffington Post.

L’equivoco

Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, lancia l’allarme sullo spread: “Le conseguenze possono essere gravi”. E sottolinea: “il rischio sovrano ricade sulle famiglie italiane”.
Il ministro dell’Economia Giovanni Tria, sottolinea che lo spread “non è giustificato” se si guarda ai fondamentali dell’economia italiana. Tria tira dritto e ribadisce che non c’è alternativa al deficit: “il costo del non deficit non ce lo possiamo permettere ne’ economicamente ne’ socialmente. Siamo convinti che il costo del deficit sia sostenibile e responsabile”. Per il ministro dell’economia la manovra ha il duplice obiettivo di contrastare il rallentamento della ripresa e di stimolare la crescita con il rilancio degli investimenti pubblici. L’obiettivo della legge di bilancio è quello di ridurre e colmare il gap di crescita con il resto dell’area dell’euro.
“Il deficit previsto non aumenterà anche in caso di minor impatto della manovra perché’ basato sulle previsioni di crescita tendenziale del Pil”, sottolinea Tria. Inoltre il ministro ha ribadito a chiare lettere: “Il governo non intende uscire dall’Europa e dall’euro. Non è mai accaduto che quando un paese europeo ha deviato dalle regole fiscali europee si sia discusso della volontà di appartenenza dei Paesi all’euro”.

Donato Bendicenti ne ha parlato con Alvise Maniero Movimento 5 Stelle, Mattia Mor Partito Democratico e Massimiliano Panarari comunicazione politica LUISS Roma

Deal or no deal

Mancano meno di sei mesi all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Molte le domande: cosa cambierà  per chi va a studiare a Londra e per le aziende? Tante le domande  e molte le incertezze. Standard & Poor’s ritiene che una eventuale Brexit senza un accordo tra Ue e Londra farebbe scivolare il Regno Unito in uno scenario di “moderata recessione con più basse prospettive di crescita a lungo termine”. Si stima “una perdita economica di circa il 5,5% del Pil su tre anni” rispetto a un divorzio da Bruxelles concordato. Intanto dal cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond è stato presentato il budget dove si dice “addio” all’austerity. Il 29 marzo è una data importante. In caso i negoziati per la Brexit fallissero la Commissione europea “agirà rapidamente” per fronteggiare il rischio per il funzionamento dei mercati finanziari considerando che a Londra viene trattata la maggior parte delle transazioni mondiali di contratti derivati. Donato Bendicenti ne ha parlato con Giovanni Sanfelice  Presidente Business Club Italia e Barbara Casu Lukac  Cass Business School Londra

Finale di partita?

Fine dell’austerity. Lo ha annunciato il cancelliere dello scacchiere britannico, Philip Hammond, nell’illustrare oggi alla Camera dei Comuni l’ultima manovra finanziaria prima della formalizzazione della Brexit di fine marzo a nome del governo conservatore di Theresa May. Hammond ha difeso i fondamentali dell’economia del Regno con la disoccupazione ai minimi. Il cancelliere ha parlato di miracolo britannico dell’occupazione. Inoltre con la crescita che continua, si è detto convinto che un accordo sulla brexit sarà trovato e ha giustificato “la dura politica di bilancio” degli ultimi 8 anni come “non ideologica”, ma giustificata dalle necessità imposte dalla “recessione ereditata” dai governi laburisti. Anche le stime di crescita fanno ben sperare. Questi i numeri. Nel 2019, anno della Brexit, secondo quanto indicato il cancelliere dello Scacchiere (ministro delle Finanze), Philip Hammond, il Pil del Paese salirà dell’1,6% e non dell’1,3% della precedente stima. Parlando alla Camera dei comuni, Hammond ha citato le cifre fornite dall’Office for Budget Responsability (Obr), l’organismo pubblico incaricato delle previsioni ufficiali. Un ottimismo anche per i prossimi anni con previsioni di un +1,4 nel 2020 e 2021, dell’1,5 nel 2022, dell’1,6 nel 2023. Anche sul fronte lavoro il segno è positivo con un +800.000 posti di lavoro entro il 2023, mentre Hammond rivendica un calo del deficit dal 10% sotto l’ultimo governo laburista all’1,4 indicato per il 2019: “il più basso da 20 anni”, dice il cancelliere. Donato Bendicenti di questo ha parlato con Donald Sassoon storico e politologo e Stefano Donati operatore finanziario City

Indietro non si torna

Acceso il dibattito tra Italia e Europa sulla manovra. Intanto Mario Draghi, intervenendo nella sede della Banca Nazionale del Belgio per la Lamfalussy Lecture, a Bruxelles sottolinea: “Se le banche centrali dovessero dare il via a una forma di coordinamento con le autorità fiscali che ne riducesse l’indipendenza, questo sarebbe in definitiva controproducente. Mentre il mandato della Bce è la stabilità  dei prezzi”. Replica Di Maio: “Secondo me siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente”. E il vicepremier Matteo Salvini tira dritto e dice non si torna indietro. Attaccano le opposizioni. Donato Bendicenti ne ha parlato con Elena Murelli (Lega).