Grazie, no

Macerata una città blindata che si prepara per la manifestazione antifascista e antirazzista di domani. Il sindaco annuncia: scuole chiuse e stop al trasporto pubblico. A poco meno di un mese dalle elezioni i fatti di Macerata continuano a dividere la politica. Il Partito democratico aderirà alla manifestazione #MaiPiuFascismi organizzata dall’Anpi per il 24 febbraio a Roma. Matteo Salvini lancia la sfida alla sinistra, organizzando una manifestazione parallela a Milano, per la stessa data, e invitando in piazza tutti i cittadini che “vogliono un paese più sicuro e tranquillo”. Donato Bendicenti ne parla con Federico Geremicca, editorialista della Stampa e Michele Sorice, esperto di linguaggio politico della LUISS, Roma.

Indietro non si torna

“L’Italia non si può permettere di interrompere ora il percorso di riforme avviato e di dilapidare i risultati ottenuti per ridurre le disuguaglianze”. È l’appello lanciato dal premier Paolo Gentiloni, in chiusura della presentazione dei risultati del piano Impresa 4.0, a Torino. La Campagna elettorale. Resta alto il livello dello scontro fra gli schieramenti sul tema dell’immigrazione, alla luce dei fatti di Macerata. Il guardasigilli Andrea Orlando accusa di irresponsabilità Berlusconi e Salvini: “Dare una giustificazione a un comportamento criminale e terroristico un rischio enorme”. “Se c’è qualcuno responsabile nei confronti degli italiani e della pace sociale è il Pd” è la secca ribattuta del leader della Lega. Intanto Macerata è una città divisa dopo l’appello del sindaco a evitare manifestazioni. I movimenti confermano che sabato saranno in piazza, così come Forza Nuova che scenderà in piazza questa sera. Su questo interviene anche il leader di LeU, Pietro Grasso: “È un errore pensare di mettere sullo stesso piano fascismo e antifascismo”. Da Bruxelles arriva la notizia che la Conferenza dei presidenti del Parlamento Europeo invierà una missione conoscitiva ad Amsterdam, dove l’EMA, l’Agenzia europea del farmaco, si trasferirà a causa della Brexit. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Rosa Maria Di Giorgi (PD) e Paolo Romani (Forza Italia).

Il tempo dell’ambizione

“È tempo di una stagione di ambizione europea”. Così il premier Paolo Gentiloni durante una lezione all’Università Humboldt di Berlino dove il presidente del Consiglio si trovava per un incontro bilaterale con Angela Merkel. Incontro saltato per impegni della Cancelliera legati alla formazione del nuovo governo tedesco. Dopo una lunga maratona, infatti, il partito della Merkel e i socialdemocratici di Martin Schulz hanno trovato un accordo. A Bruxelles la Commissione europea alza le stime di crescita dell’Italia nel 2018. Restano rischi di peggioramento relativi alla fragilità del settore bancario. Per il commissario Pierre Moscovici è importante “consolidare il bilancio”. Campagna elettorale. Nuova polemica interna al centrodestra, dopo la proposta di Silvio Berlusconi per un nuovo condono edilizio a cui il leader della Lega, Matteo Salvini dice no. Sul condono arriva l’attacco anche di Matteo Renzi: “Il condono? A un mese dal voto Berlusconi lo propone sempre”. Nel Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio torna a parlare del dopo voto: “Stiamo pensando ad un ministero della meritocrazia”. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Simona Bonafè (PD) e Angelo Ciocca (Lega).

L’Europa al centro

L’Europa al centro del dibattito politico. Per Luigi Di Maio l’Unione è “la nostra casa naturale” ma – aggiunge il leader del Movimento 5 Stelle – è necessario “cominciare a parlare di governance europea”. Salvini avverte “o l’Europa cambia o saranno i popoli a cambiarla” ma Antonio Tajani, come alleato di centrodestra, rassicura: “Salvini ha espresso una posizione non contraria all’Europa, è critico nei confronti dell’Europa attuale, la sua è una posizione legittima”. Il segretario del PD, Matteo Renzi torna sui fatti di Macerata invitando tutti ad abbassare i toni e rimettere ogni cosa al posto che merita, “qualcuno – aggiunge – sta provando a strumentalizzare l’accaduto. E lo collega al problema dell’immigrazione. Noi rifiutiamo questa deriva”. A Strasburgo, diversi i temi in discussione in Plenaria. Dalla strategia di allargamento dell’UE alla regione balcanica alla questione dei diritti umani in Turchia. E il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, davanti all’Europarlamento, avverte che il sistema dei Spitzenkandidat, cioè i capo-lista dei partiti politici europei, è in pericolo perché una maggioranza degli Stati membri è contraria a ripetere l’esperienza fatta nel 2014 per le prossime elezioni europee. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: David Sassoli (PD) e Lara Comi (Forza Italia).

Una visita tra le polemiche

In una capitale blindata si è svolta oggi la visita di stato del presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Dopo essere stato a colloquio in Vaticano con Papa Francesco, Erdogan ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e successivamente il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Nel frattempo tensioni e cariche della polizia al sit-in organizzato da Rete Kurdistan Italia proprio contro la visita del presidente turco. Dopo l’attentato contro i migranti nigeriani a Macerata, continua la bagarre politica tra le forze politiche sul tema immigrazione. Silvio Berlusconi lancia l’allarme “sono una bomba sociale pronta a esplodere, vivono di espedienti e di reati”. Per Luigi Di Maio è proprio il leader di Forza Italia responsabile di questa situazione e ricorda agli elettori come sia stato il centrodestra a firmare il regolamento di Dublino e a bombardare la Libia di Gheddafi gettando così nel caos il paese; mentre per il segretario del PD, Berlusconi dimentica di dire che i 600mila immigrati che oggi vorrebbe rimpatriare sono esattamente quelli con la legge Bossi-Fini sono stati regolarizzati durante i suoi governi. Questi alcuni dei temi al centro della puntata odierna della Bussola. Ospiti di Donato Bendicenti: Marco Zullo (M5S) e Flavio Zanonato (Liberi e Uguali).

Un programma, tre versioni

La campagna elettorale. Mentre Matteo Renzi a Bologna presenta il programma del PD scoppia la bufera nel Movimento 5 Stelle sul candidato Dessì per affitto a 7 euro nella casa popolare. Un’ottimista Matteo Salvini commenta i sondaggi che vedono in vantaggio il Centrodestra: “Non vedo l’ora di mettermi alla prova del governo, voglio dimostrare che quello che dico da anni poi faccio”. È scontro sui vaccini, dopo che il Campidoglio ha deciso di consentire una deroga sull’ingresso a scuola per i bambini che non rispetteranno il termine del 10 marzo per presentare i certificati. “Non si scherza sulla pelle dei bambini”, attacca la ministra Beatrice Lorenzin secondo la quale la mozione è “in palese violazione della legislazione vigente”. Non si placano le polemiche intorno al braccialetto brevettato da Amazon. “Gli unici braccialetti che facciamo in questo paese sono quelli che produce la nostra gioielleria. Una cosa come quella, in Italia non ci sarà mai’. Così il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Questi i temi affrontati nella puntata odierna della Bussola. Ospiti di Donato Bendicenti: Titti Di Salvo (PD), Claudio Borghi (Lega) e lo storico Giovanni Orsina.

Missione Themis

 

Dopo Triton è arrivato il momento di Themis. La nuova operazione dell’agenzia europea Frontex che mira a garantire maggior controllo sui flussi migratori e contrastare il traffico di esseri umani nel Mediterraneo. Come ha sottolineato Natasha Bertaud, portavoce della commissione per migrazione e affari interni, la missione segue l’appello dell’Italia e implica un coinvolgimento attivo del centro operativo regionale di salvataggio e sorveglianza  che deciderà  in quale porto inviare le barche. Intanto Bruxelles ha manifestato oggi il suo disappunto riguardo le dichiarazioni di Theresa May su uno dei nodi cruciali nei negoziati sulla Brexit. La premier britannica in visita a Pechino ha dichiarato “i cittadini europei che arriveranno nel Regno Unito nel periodo di transizione post-Brexit non avranno gli stessi diritti di quelli arrivati prima.” Ma per l’Unione Europea la questione “non è negoziabile” e la mossa della May complica le già non facili trattative. A poco più di un mese dalle elezioni politiche del 4 marzo, i confronti tra le diverse forze in campo si fanno più aspri. Ad accendere le polemiche una dichiarazione del segretario della Lega Matteo Salvini che riferendosi all’omicidio di una ragazza di 18 anni nel maceratese, per il quale è stato fermato un nigeriano di 29 anni, ha accusato la sinistra di avere le mani sporche di sangue. A replicare immediatamente è stata la presidente della camera Laura Boldrini che su Facebook ha scritto: “Purtroppo c’è chi, come Salvini, invece di rispettare il dolore che provoca una notizia del genere coglie l’occasione per diffondere odio e pensa a lucrare voti con un cinico sciacallaggio”. Nel frattempo nel centrodestra rientra l’allarme per lo stato di salute di Silvio Berlusconi che oggi in radio ha detto che già  la prossima settimana riprenderà gli appuntamenti della campagna elettorale. Campagna elettorale che vede impegnato anche il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio che, dopo l’incontro di ieri a Londra con gli investitori della City, ha ripreso il suo tour. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Lorenzo Fontana (Lega), Elisabetta Gardini (Forza Italia),Daniele Viotti (Partito democratico) e Andrea Bonanni (La Repubblica).

Con i piedi per terra

Depositati oggi presso la Corte europea di Giustizia due ricorsi contro l’assegnazione della sede dell’EMA ad Amsterdam da parte dell’Italia e della città di Milano. Il presidente del Consiglio però avverte: “Niente illusioni”. Intanto, mentre resta gelida la posizione della Commissione UE, l’Europarlamento ha presentato richiesta formale all’ambasciatore olandese per poter effettuare un sopralluogo in quelle che saranno le sedi temporanee e definitive in cui sarà trasferita l’Agenzia del Farmaco. Visita in Serbia del presidente del parlamento europeo, Antonio Tajani che a Belgrado ha ribadito l’appoggio delle istituzioni UE ad una rapida integrazione europea della Serbia. In Italia prosegue tra le polemiche la campagna elettorale. La scelta di Romano Prodi di appoggiare la coalizione di centrosinistra suscita il plauso del Pd e le critiche di Liberi e Uguali. E mentre nel centrodestra restano le polemiche sulle candidature, il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, vola a Londra per incontrare e rassicurare gli investitori della City. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Isabella De Monte (Pd), Ignazio Corrao (Movimento 5 Stelle), Massimiliano Salini (Forza Italia) e Raffaele Fitto (Noi con l’Italia).

Il ricorso

L’Italia presenterà presso la Corte di Giustizia europea il ricorso sull’assegnazione ad Amsterdam dell’EMA. L’Olanda sembra infatti non essere pronta ad ospitare l’Agenzia Europea del Farmaco. Sulla vicenda nessun commento da parte del portavoce della Commissione europea che ha ricordato come la decisione sia stata presa dai 27 Stati membri. Problema smog. La Commissione ha dato dieci giorni di tempo al nostro paese, insieme ad altri otto dell’UE, per presentare misure per migliorare la qualità dell’aria altrimenti ci sarà un deferimento alla Corte europea per aver violato le norme sulla qualità dell’aria decise a livello comunitario. Il ministro Galletti, oggi a Bruxelles, ha già presentato tutte le misure che negli ultimi anni il Governo ha messo in campo per ridurre le emissioni. Entra nel vivo la campagna elettorale dopo la presentazione delle liste da parte dei vari schieramenti. Pochi gli scontri diretti fra i leader dei partiti nei collegi uninominali. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Michela Giuffrida (PD), Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle), Salvatore Cicu (Forza Italia) e Daniel Gros (CEPS).

Chi c’è c’è

 

Alle venti scadono i termini per la presentazione delle liste elettorali. Tra mancate candidature, polemiche sui programmi e nodo alleanze procede la corsa dei partiti verso le elezioni del 4 marzo.  Donato Bendicenti ne parla con i politologi Alessandro Campi e Piero Ignazi.