L’esordio

Prima giornata del G7 in Canada. E prima volta per il presidente del consiglio Giuseppe Conte a colloquio con i grandi del mondo. Al centro degli incontri la Russia e la questione dei dazi. L’analisi e il racconto di Donato Bendicenti e suoi ospiti: Maurizio Caprara (editorialista Corriere della Sera), Massimiliano Panarari (comunicazione politica LUISS Roma), Ferdinando Nelli Feroci (presidente IAI) e Piero Ignazi (politologo).

La ricetta Di Maio

Dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio arriva la rassicurazione che non aumenterà l’IVA e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate. E sul debito, il ministro avverte l’Europa: “dobbiamo ricontrattare alcune condizioni che l’Italia non può più sostenere”. Oggi primo Consiglio dei ministri, all’ordine del giorno la ratifica del trasferimento della delega al Turismo dal ministero della Cultura a quello dell’Agricoltura, il nodo pensioni e le nomine della Cassa depositi e prestiti. Il presidente Conte non presiederà il Cdm perché già in viaggio verso il Canada, dove domani prenderà parte al G7 di Charlevoix. A Bruxelles riunione ministeriale della Nato a cui ha preso parte per la prima volta il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Questi alcuni temi sui quali si confronteranno gli ospiti di Donato Bendicenti: Nicola Danti (PD), Charles Tannock (Conservatori e Riformisti) e Jacopo Barigazzi (politico.eu).

Su tutti i fronti

Dopo il Senato, il governo Conte alla prova della Camera per la fiducia. Il premier torna su tutti i temi del contratto M5S-Lega: dal controllo sulle banche, pechè è “necessario distinguere tra banche di credito e d’investimento”, alla crescita che deve andare di pari passo con il calo del debito, da ritrattere con fermezza in Europa. Dalla flat tax al conflitto d’interesse. Intanto, arriva dalla Nato un alt a possibili aperture nei confronti di Mosca. Per il segretario Stoltenberg: “Con Mosca dobbiamo mantenere il dialogo politico, ma le sanzioni economiche sono importanti”. Anche la cancelliera Merkel si è detta disponibile al dialogo con il governo giallo-blu ribadendo però la necessità del rispetto delle regole. Del programma del governo Conte e dei rapporti con l’Europa e con la NATO, Donato Bendicenti ne ha parlato con i suoi ospiti: Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle) e Antonio Panzeri (LeU).

Una stagione nuova

“Sarò il garante del contratto. Noi populisti? Ascoltiamo la gente”. Il premier Giuseppe Conte presenta al Senato il governo giallo-verde per chiedere la fiducia al suo esecutivo. 75 minuti di discorso: dai diritti sociali alla flat tax, dal carcere per gli evasori al daspo per i corrotti, dalla lotta al business dell’immigrazione a quella alla mafia. Critiche le opposizioni. Per Maurizio Martina è stato un “discorso generico, pieno di luoghi comuni”. Parere simile da parte di Renato Brunetta: “Ho sentito cose preoccupanti: giustizialismo, fondamentalismo, autoritarismo, pauperismo, più pene per tutti, più carceri. Non ho sentito alcuno spirito liberale”. Intanto dall’Europa arrivano buone notizie per il neo-ministro dell’Interno Matteo Salvini. Salta l’intesa europea su un accordo di riforma dell’accordo di Dublino. Questi alcuni temi sui quali si confronteranno gli ospiti di Donato Bendicenti: Roberto Gualtieri (PD), Salvatore Cicu (Forza Italia), Marco Zanni (ENF) e Andrea Bonanni (La Repubblica).

Il cambio di passo

E’ stato calendarizzato il voto di fiducia per il governo guidato dal professor Giuseppe Conte. Domani alle 19:30 toccherà al Senato pronunciarsi, mentre mercoledì sarà  il turno della Camera. Intanto iniziano le prime tensioni su due tra i punti programmatici più spinosi: migranti e flat tax. Sul primo si esprime in un tweet il ministro dell’Interno Matteo Salvini con un aut aut rivolto all’Unione Europea: “O l’Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie”. E sull’esigenza di cambiare passo converge anche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Ma a far discutere le opposizioni oggi è soprattutto la questione flat tax .Tutto parte dalle parole di stamattina dell’economista Lega Bagnai: “Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la Flat tax sui redditi di impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie”. Dichiarazioni poi subito smentite dal compagno di partito Siri che sottolinea come la tassa piatta riguarderà  sin da subito anche le famiglie. Ma le polemiche nelle opposizioni non si fanno attendere: Il Pd sottolinea che la misura per le imprese esiste già, mentre Forza Italia giudica negativamente il rinvio dell’intervento per le famiglie. La giornata politica al centro del dibattito tra Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Giovanni Orsina (Storia Contemporanea Luiss Roma), Angela Mauro (Huffington Post) e Fabrizio Finzi (Ansa).

 

Il governo Conte

Puntata speciale della Bussola dedicata alla nascita del governo giallo-verde. Conte e i ministri giurano al Quirinale, poi il premier a Palazzo Chigi riceve la campanella da Gentiloni. Ospiti di Donato Bendicenti: Nathalie Tocci (direttore IAI), Stefano Folli (editorialista La Repubblica), l’economista Giuseppe Di Taranto e il costituzionalista Giovanni Guzzetta.

La mossa finale?

Ultimo tentativo per la nascita di un governo Cinquestelle-Lega. Trattative ad oltranza tra Salvini e Di Maio. Sul tavolo, oltre al nodo Savona, anche il possibile ingresso in maggioranza di Fratelli d’Italia. Intanto da Forza Italia, Berlusconi ribadisce che comunque vadano le cose non romperà la coalizione di centrodestra. Il PD attacca: “Di Maio e Salvini tengono in ostaggio il paese, decidano entro oggi”. In attesa che venga sciolto il rebus sul futuro governo del paese Donato Bendicenti fa il punto con i suoi ospiti: Alessandro Campi (direttore della ‘Rivista di Politica’), Paolo Natale (sociologo) e Maurizio Caprara (editorialista Corriere della Sera).

Il rebus

Ore di attesa per le sorti della formazione del governo. Il premier incaricato Carlo Cottarelli in standby. L’ex-commissario alla spending review non ha ancora sciolto la riserva a fronte di eventuali sviluppi che porterebbero alla nascita di un governo politico. La Lega fa sapere che non ostacolerà soluzioni rapide per affrontare le emergenze ma chiede di tornare in fretta alle urne. I Cinquestelle rilanciano su un governo politico mentre PD e Forza Italia si dicono pronti al voto. In attesa che venga sciolto il rebus sul futuro governo del paese Donato Bendicenti fa il punto con i suoi ospiti: Fabio Massimo Castaldo (Movimento 5 Stelle) e Flavio Zanonato (Leu).

Il rinvio

Niente di fatto oggi al Quirinale per lo scioglimento della riserva del premier incaricato Carlo Cottarelli. Domani mattina è previsto un nuovo incontro. Scoppia il caso sulle parole del responsabile UE al bilancio sull’Italia:”I mercati insegneranno agli italiani a votare”. Dalla Lega al Pd fino al presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, si scatena l’indignazione. E sul rapporto con l’Europa è intervenuto anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: “Il destino dell’Italia è quello dell’Europa”, aggiungendo che per ridurre il debito del nostro paese non ci sono scorciatoie. Questi i temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Simona Bonafè (PD) e Mara Bizzotto (Lega).

 

 

 

A breve termine

Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito a Carlo Cottarelli, ex-commissario per la spending review, l’incarico di formare un nuovo governo. Cottarelli dopo aver accettato l’incarico ha affermato di voler presentare il suo programma alle Camere che porterebbe il paese al voto a inizio 2019, “in assenza di fiducia – ha aggiunto – il governo si dimetterebbe immediatamente e il suo principale compito sarebbe accompagnare il paese a elezioni dopo il mese di agosto”. Dura la reazione di Cinquestelle e Lega. Di Maio parla di impeachment per il presidente della Repubblica e alleanza con la Lega anche alle elezioni. Il leader leghista avverte Berlusconi: “Se vota Cottarelli salta l’alleanza”. Intanto l’Europa resta in attesa e la cancelliera Merkel avverte: collaboriamo con tutti, ma rispetto per i principi dell’eurozona. In attesa di conoscere la lista dei ministri che il premier incaricato presenterà al Capo dello Stato, Donato Bendicenti fa il punto con i suoi ospiti: Paolo De Castro (PD) e Raffaele Fitto (Noi con l’Italia).