Un grande italiano, un grande europeo

Nel giorno in cui i capi di Stato europei si incontrano a Bratislava per fare il punto sulla situazione in cui versa l’Unione del dopo Brexit, se ne va a 95 anni Carlo Azeglio Ciampi, presidente emerito della Repubblica, tra le altre cose fervente sostenitore dell’europeismo. Queste le parole usate dal presidente della Commissione Juncker per definirlo: “”Con Carlo Azeglio Ciampi, perdiamo un grande italiano e un grande europeo, un esempio di integrità morale, passione civile e impegno politico. La sua attività  di presidente della Repubblica e, precedentemente, di Presidente del Consiglio, Ministro dell’Economia italiano e Governatore della Banca d’Italia sarà ricordata a lungo”.

Anche il  presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz ha speso delle parole importanti per ricordare Ciampi: “Una vita al servizio, silenzioso e altruista, di Italia ed Europa. Stile, pensieri, valori di Carlo Azeglio Ciampi sono eredità  da difendere”.  Sarà  in grado l’Unione Europea, che attraversa un momento di profonda crisi esistenziale, di difendere questi valori? Donato Bendicenti ne parla con Enzo Moavero Milanesi, direttore della School of Law Luiss di Roma.

Aspettando Bratislava

Bilaterale a Parigi tra il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel in vista del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue che si terrà a Bratislava in Slovacchia. Per Hollande sono tre le priorità sui cui confrontarsi: sicurezza con “un nuovo impulso attraverso l’Europa della difesa”, il futuro delle nuove industrie, delle tecnologie e della transizione energetica. Infine la terza priorità sono i giovani. Questo il tema al centro del dibattito di oggi. Ospiti di Donato Bendicenti: Lia Quartapelle (Pd), Manlio Di Stefano (Movimento 5 Stelle) e l’amb. Giancarlo Aragona dell’ISPI.

”La flessibilità intelligente”

“Un anno fa avevo detto che la situazione nell’Unione europea lasciava a desiderare, non c’era abbastanza Europa e non c’era abbastanza unione nella Ue. A un anno di distanza questa constatazione in Europa resta. La Ue non è in gran forma. Sono cambiate tante cose. Possiamo parlare di crisi esistenziale” queste le parole pronunciate dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker alla plenaria di Strasburgo. Tante le tematiche affrontate nel suo discorso sullo stato dell’Unione: dalla lotta al terrorismo agli investimenti sui giovani, poi ancora flessibilità e questione siriana. Le parole di Juncker hanno convinto popolari e socialisti, mentre critiche sono arrivate dal gruppo dei conservatori e dagli euroscettici per i quali alla luce di quanto accaduto nel Regno Unito con Brexit l’Europa dovrebbe essere completamente reinventata. Duro l’intervento di Marine Le Pen, leader del Front National, che ha definito il discorso di Juncker come “cupo e insipido, senza ispirazione, un elogio funebre per l’Unione europea”. La “ricetta” proposta dal leader europeo e le reazioni che ha scatenato sono al centro della discussione affrontata da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Patrizia Toia (Partito democratico) e Fabio Massimo Castaldo (Movimento 5 Stelle).

Gli standard dell’Unione

In attesa dell’annuale discorso sullo stato dell’Unione che domani il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker presenterà alla plenaria di Strasburgo, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione, l’italiana Federica Mogherini ha relazionato gli eurodeputati sulla  situazione in Turchia, dopo il fallito colpo di Stato dello scorso luglio.

Per la Mogherini “la Turchia deve fortemente rispettare quei principi e valori che sono alla base di quella democrazia che il popolo turco ha protetto e difeso la notte del 15 luglio: lo stato di diritto, la libertà, il pluralismo, compresi anche i diritti che sono al centro di ogni democrazia, compresa la garanzia che ognuno possa avere il diritto ad un processo equo”.

Altro tema caldo in questi giorni a Strasburgo è la trattativa per l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. E su questo tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la sua visita ufficiale in Bulgaria: “Mi rammarico per la scelta della Gran Bretagna ma la rispetto. Londra rimane un Paese amico e alleato. Questo però richiede, nei tempi necessari e non oltre quelli, chiarezza sui rapporti. Che saranno poi quelli con un Paese amico”.  Questi alcuni dei temi affrontati da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Alessia Mosca (Pd) e Lara Comi (Forza Italia).

 

Il caso Barroso

Venerdì 16 a Bratislava vertice informale dei ministri dell’Eurogruppo. L’Unione europea del dopo Brexit prova a mostrare unità e definire linee chiare che possano porre un freno all’ascesa di euroscettici e movimenti populisti di destra, specie in vista delle prossime elezioni in Germania, Francia, Olanda e Austria.

Intanto fa discutere la nomina dell’ex Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso a presidente non esecutivo e advisor della filiale europea di Goldman Sachs. Per fare chiarezza sulla posizione di Barroso è stato istituito uno speciale comitato etico che verificherà la presenza di un eventuale conflitto di interessi. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti: Giovanni La Via (Area popolare – NCD) e Raffaele Fitto (Conservatori e riformisti).

Mediterraneo

Mentre i Ministri dell’Economia e della Finanza si riunivano a Bratislava per il consueto Ecofin, ad Atene i capi di Stato e di Governo dei paesi Ue del Mediterraneo si sono riuniti per un vertice anti-austerità. Per il premier Matteo Renzi “siamo in una fase in cui l’Europa non può continuare ad essere solo regole, technicalities, finanza e austerity. Dovrà essere concentrata sui valori profondi che l’hanno fatta grande, l’Europa sociale”. Dure le critiche da parte del capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, il tedesco Manfred Weber, il quale – in una nota – sostiene che il presidente francese Hollande e il premier Renzi si farebbero ‘manipolare’ dal primo ministro Tsipras. “Tsipras sta usando di nuovo i ‘suoi soliti inganni’. Adesso l’Europa ha bisogno di unità e non di nuovi tentativi di divisione. Le richieste di Atene non stanno portando da nessuna parte. Tsipras dovrebbe iniziare ad attuare le riforme che ha promesso”. Questi alcuni dei temi affrontati da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle), Daniele Viotti (PD), Lorenzo Robustelli (direttore eunews.it) e Jorge Nunez Ferrer (analista CEPS).

La rentrée

Alla vigilia del Consiglio dei ministri dell’Economia dell’Unione a Bratislava, il parlamento europeo riprende le sue attività dopo la pausa estiva. Le istituzioni sono concentrate sulle strategie da mettere in campo per riconquistare la fiducia dei cittadini dell’Unione, messa a dura prova dalla lenta ripresa dell’economia e dell’occupazione nonché dalla difficile gestione dei flussi dei migranti. Donato Bendicenti ne parla con i suoi ospiti: Gianni Pittella (Pd), Laura Ferrara (Movimento 5 Stelle), Lorenzo Fontana (Lega Nord) e il giornalista Jacopo Barigazzi (europeo.eu).

Direttorio in piazza

“Stasera ci vediamo in Piazza a Nettuno per l’ultima tappa del tour Costituzione Coast to Coast con Alessandro Di Battista… ci guarderemo negli occhi, vi racconterò i fatti e ci parleremo senza intermediari” queste le parole su Facebook di Luigi Di Maio, membro del direttorio Cinquestelle capitanato dal fondatore Beppe Grillo, arrivato oggi a Roma per provare a risolvere il caos della giunta Raggi. Dopo le polemiche di questi giorni che hanno scosso il M5S, si tenta di fornire una prova di unità, la stessa unità che Grillo ha chiesto alla sindaca di  Roma in una telefonata avuta con lei questa mattina. La Raggi per ora rimane ferma sulle sue posizioni circa la permanenza in Campidoglio dell’assessore all’ambiente Paola Muraro e del  nuovo assessore al bilancio Raffaele De Dominicis. Riusciranno i pentastellati a superare questo momento così critico e quali conseguenze avranno i fatti di Roma sulla tenuta dell’intero Movimento? Donato Bendicenti ne ha parlato con i suoi ospiti Roberto Biorcio (professore di Scienza Politica all’Università Bicocca di Milano) e Gianfranco Pasquino (politologo).

Casa Italia

“Dobbiamo immaginare una scommessa non per i prossimi mesi ma per i prossimi anni.” Così il premier Matteo Renzi all’apertura delle consultazioni a Palazzo Chigi con gli Enti locali, rappresentanti del mondo delle professioni, dell’Università e della ricerca, esponenti delle associazioni di categoria industriali e sindacati. Ragione degli incontri è la definizione del progetto “Casa Italia” per la ricostruzione e la messa in sicurezza delle aree colpite dal sisma di agosto. Quanto sia realizzabile il progetto, le risorse necessarie e i tempi sono alcuni dei punti affrontati da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Enrico Borghi (Pd), Stefano Candiani (Lega Nord) e Antonio Coviello dell’IRISS-CNR.

Lo stato dell’Unione

Preoccupazione nei palazzi delle istituzioni europee dopo il voto di ieri nel land tedesco del Meclemburgo-Pomerania che ha visto l’affermazione dell’Afd, partito populista dell’estrema destra tedesca. La cancelliera Merkel si dice “profondamente insoddisfatta per il risultato delle elezioni” ma promette di riconquistare la fiducia degli elettori. Per Bruxelles, anche se in chiave locale, è l’ennesimo campanello d’allarme della disaffezione dei cittadini europei per le politiche economiche e migratorie messe in campo dall’Unione. La preoccupazione aumenta in vista di altri importanti appuntamenti dell’autunno, le presidenziali austriache che potrebbero portare all’affermazione dell’ultranazionalista Norbert Hofer e il referendum in Ungheria sulla ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell’Unione. Quale sia la strada che l’Unione europea dovrebbe intraprendere per riconquistare la fiducia dei cittadini è il tema affrontato da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: l’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci (presidente dell’Istituto Affari Internazionali) e Federico Niglia (docente di Storia delle relazioni internazionali LUISS Roma).