La causa comune

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Seconda e ultima giornata del vertice di Salisburgo. Il summit che ha visto i capi di Stato e governo europei confrontarsi sulle mai chiuse questioni migranti e Brexit, si è risolto con un nulla di fatto. Certo tutti i leader hanno parlato di passi avanti, ma sulla questione migranti c’è ancora da lavorare e soprattutto c’è da agire uniti. Lo ha ricordato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella sua conferenza stampa “”Il caso Diciotti ci vede tutti perdenti. Se l’Europa vuole esprimere una politica in materia di immigrazione vuol dire che mette a punto una strategia, rivede il regolamento di Dublino e quanto prima persegue nuovi meccanismi di gestione collettiva nel segno della solidarietà'”. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha rincarato la dose e ha dichiarato “Ci sono le crisi, ma le crisi le genera chi dice che non rispetta il diritto internazionale e umanitario e quando arriva una nave non la prende anche se è il porto più vicino. La crisi la genera chi dice che ama la Ue quando prende i fondi strutturali ma non prende neanche un migrante”. Evidente il riferimento all’operato dell’Italia negli ultimi mesi. Anche la Brexit rimane un fronte ancora aperto e il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk ha rimandato ogni discussione a riguardo al Consiglio di ottobre. La proposta economica britannica non convince e non manca troppo a marzo 2019, mese in cui si dovrebbe concludere il percorso di uscita del Regno Unito dall’Unione. In Italia tiene ancora banco la questione manovra. Oggi il ministro dell’Economia Giovanni Tria nel corso di un question time al senato ha voluto ribadire come pace fiscale non sia sinonimo di condono, ma le opposizioni dimostrano la loro contrarietà e la tensione rimane alta. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Paolo Valentino (Corriere della Sera) e Marco Conti (Il Messaggero).

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