La variabile spread

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Lo spread continua a fare le bizze. E, nel dibattitto sulla manovra, ha il suo peso specifico. Il governo difende la manovra e il premier Conte si dice pronto al dialogo con l’Europa e rilancia sulla necessità di fare sistema per rilanciare il Paese e non essere fanalino di coda in Europa. Quindi lancia un messaggio agli investitori sottolineando che l’Italia è un Paese con grandi potenzialità . «Confidiamo che la crescita sarà sicuramente superiore» alle previsioni del Fmi, dichiara Giuseppe Conte, a margine di una sua lezione all’Università di Firenze. «Siamo ben determinati – ha aggiunto il presidente del Consiglio – abbiamo ben meditato questa manovra, questa linea di azione».

La crescita è la parola su cui si sta concentrando il governo come dimostrano le parole del ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervento oggi in audizione alla Camera sulla nota di aggiornamento al Def. “I risultati di crescita non hanno consentito nel passato decennio di diminuire il debito pubblico che è aumentato anche in rapporto al Pil”, ha detto Tria. “A questo punto il governo si è posto l’obiettivo di ridurre sensibilmente, entro i primi due anni di legislatura, il divario di crescita con l’Eurozona e conseguire una prima diminuzione significativa del rapporto debito pil nell’arco del prossimo triennio”. Inoltre, forte l’invito ad abbassare i toni . Nel rapporto con la Commissione è il caso di “abbassare i toni”. E parlando della manovra ha ribadito che l’approccio del governo è “coraggioso ma non irresponsabile”. Di tutto questo Donato Bendicenti ne ha parlato con Lara Comi Forza Italia, Ignazio Corrao M5S/EFDD, Marco Bresolin La Stampa

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