La condizione necessaria

Al via il G20 ad Amburgo tra manifestazioni e proteste. Il bilancio, non ancora definitivo parla di 159 feriti tra le forze dell’ordine e almeno 100 tra i manifestanti. Migliaia di black bloc che ha seminato caos e disordine. La prima giornata del Summit sarà ricordata anche per il primo faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin. “E’ un onore incontrarla” ha detto Trump, all’inizio, stringendo la mano di Putin. “Sono lieto di vederti di persona e spero che la nostra riunione porti risultati”, la risposta del presidente russo. Un pensiero al nostro paese è stato rivolto, al suo arrivo ad Amburgo, dal presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk in merito alla crisi dei migranti: “l’Italia può contare sull’aiuto dell’Europa in ogni dimensione, ma questo non può significare una maggiora apertura delle porte dell’Europa all’immigrazione illegale”. E sulla crisi migranti è tornato anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni che in una pausa dei lavori ha ricordato come l’Italia continui a fare la sua parte nei salvataggi in mare ma non c’è “una capacità illimitata di accoglienza” e che nonostante tutti si dimostrino molto solidali con il nostro Paese questa “grandissima solidarietà” fatichi poi “a tradursi in fatti concreti”. Questi alcuni degli argomenti che Donato Bendicenti affronta con i suoi ospiti: Walter Verini (Pd) e Elena Centemero (Forza Italia).

A porti chiusi

“La riunione è andata secondo le aspettative, perché c’era un’agenda che era già stata disegnata dall’incontro di Parigi di domenica scorsa e dalla Commissione europea”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti al termine del vertice informale di Tallinn. Posizione unanime dei ministri rappresentanti i 27 paesi dell’Unione su: aiuti alla Libia, codice di condotta delle ONG, che verrà redatto dal nostro paese, e rimpatri con la stretta sui visti. Sulla possibile apertura dei porti di altri paesi per gli sbarchi il Ministro ha aggiunto che “la regionalizzazione della missione Triton non era all’ordine del giorno di questa riunione, è però evidente che ci sono posizioni contrastanti: noi manteniamo il nostro punto di vista, altri mantengono il loro: ne discuteremo nella sede formale di Frontex con la necessaria fermezza”. Di migranti si è parlato anche in un incontro alla Farnesina tra il ministro Alfano e il suo omologo francese: “La crisi dei migranti non può essere fermata solo nelle acque del Mediterraneo. Ci vuole un lavoro a sud della Libia”. E la crisi dei migranti continua ad essere uno dei temi al centro del dibattito politico. Donato Bendicenti ne parla con Francesco Nicodemo (Pd) e Luca Frusone (Movimento 5 Stelle).

L’etica della responsabilità

“È difficile pensare che ci possa essere una missione internazionale di salvataggio, ma che poi l’accoglienza sia di un solo paese. È chiaro qual è il problema che abbiamo posto? Così il ministro dell’Interno Marco Minniti, in un’informativa alla Camera alla vigilia del vertice informale di Tallin dove appunto si discuterà delle misure che la Commissione vuole mettere in atto per affrontare la crisi migratoria che vede il nostro paese in prima linea. “Temo – ha aggiunto Minniti – bisogni tornare a una parola più antica che si chiama ‘etica della responsabilità’. E se l’Europa che non comprende questo è un’Europa che rischia di perdere un pezzo importante di se stessa”. Il ministro Minniti è tornato anche sulla polemica scatenata dall’annuncio del ministro della Difesa austriaco Doskozil di voler schierare carri armati ai confini del Brennero per controllare le frontiere. Oggi Vienna fa un passo indietro con la dichiarazione del cancelliere Christian Kern: “Al momento l’Austria non eseguirà alcun controllo ai confini del Brennero e non sta per ricorrere all’impiego dell’esercito”. La crisi migratoria e le risposte dell’Europa sono al centro del dibattito della puntata odierna. Ospiti di Donato Bendicenti: Silvia Costa (Pd) e Laura Agea (Movimento 5 Stelle).

Il fiasco dell’Europa


L’emergenza migranti spacca l’Europa: dopo il no di Francia e Spagna alla richiesta di deviare gli sbarchi nei loro porti, arriva l’annuncio dell’Austria di voler schierare 750 soldati al valico del Brennero per fermare gli arrivi. Immediata la reazione della Farnesina che ha convocato per protesta l’ambasciatore austriaco a Roma. Intanto scontro istituzionale a Strasburgo tra il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani. Juncker, in Aula per presentare i risultati della presidenza maltese e della crisi migratoria, si è adirato per i pochi parlamentari presenti, definendo il Parlamento “ridicolo”. Subitaneo il rimprovero del presidente Tajani: “Moderi i termini”. La Commissione ha poi presentato un piano d’azione per sostenere l’Italia sotto pressione per l’aumento degli sbarchi. Si va da uno stanziamento supplementare di 35 milioni per il nostro paese al rafforzamento delle capacità delle autorità libiche con un progetto da 46 milioni di euro. Da 500 esperti in rimpatri da affiancare alle nostre autorità per accelerare le procedure ad accordi con Egitto, Tunisia ed Algeria per istituire un centro di coordinamento di soccorso marittimo. L’emergenza sbarchi è il tema al centro del dibattito della puntata odierna. Ospiti di Donato Bendicenti: Paolo De Castro (Pd) e Raffaele Fitto (Direzione Italia).

Repetita iuvant

Repetita iuvant. A Tallinn il presidente della commissione Europea Jean Claude Juncker ritorna sulla questione migranti e ribadisce che Italia e Grecia non verranno lasciate sole a fronteggiare l’emergenza. Anche il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani oggi a Matera, riprende il tema affrontato nel prevertice g20 di Berlino, e rivolgendosi soprattutto alla Francia richiede sforzi maggiori per contrastare la crisi del Mediterraneo. Politica italiana. Oggi comincia a Milano il Forum del Partito democratico, una due giorni che cercherà di fare chiarezza sulla posizione da prendere circa il tema delle coalizioni e delle alleanze. Il centrosinistra appare in una fase piuttosto confusa e il centrodestra prova a ricompattarsi in vista di eventuali elezioni, ma è ancora da capire quale sarà il leader. Intanto in Germania il parlamento ha approvato la legge sui matrimoni gay, nonostante la contrarietà mostrata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti con i suoi ospiti Mattia Fantinati (Movimento 5 Stelle), Federico Gelli (Partito democratico) e Massimiliano Panarari (editorialista La Stampa).

Sotto Pressione

Prove di G20 oggi a Berlino, In attesa dell’appuntamento ufficiale ad Amburgo la settimana prossima, i leader si sono confrontati su terrorismo, commercio e clima. Ma è stata la questione migranti a prendersi la scena, con il presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni che ha rimarcato la difficile e oramai insostenibile situazione che l’Italia è chiamata ad affrontare con il numero di sbarchi in costante aumento. Gentiloni ha lanciato all’Unione l’ennesimo grido d’aiuto e ha ricevuto dai principali capi di stato europei, Merkel e Macron, e dai leader delle istituzioni Juncker e Tusk, massimo supporto e solidarietà .

Intanto nel centrosinistra italiano continua il confronto sulle alleanze. Il Partito Democratico, che da domani riunisce a Milano il suo Forum nazionale,  ribadisce il no alle coalizioni, mentre sabato a Roma nasce Insieme di Pisapia. Queste le tematiche affrontate da Donato Bendicenti con i suoi ospiti: Gianfranco Pasquino (politologo), Fabrizio Cicchitto (Alternativa Popolare) e Francesco Paolo Sisto (Forza Italia).

Al limite

Sono oltre diecimila le persone soccorse, in quattro giorni, nelle acque del Mediterrraneo. Una situazione al limite per la quale il governo italiano ha dato mandato al Rappresentante presso l’Ue, l’ambasciatore Maurizio Massari di porre formalmente al commissario per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, il tema degli sbarchi in Italia. Il governo starebbe valutando la possibilità di negare lo sbarco in Italia alle navi Paesi che non fanno parte di missioni europee. “Se il fenomeno dei flussi continuasse con questi numeri la situazione diventerebbe ingestibile anche per un paese grande e aperto come il nostro”. È quanto ha evidenziato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando dal Canada  dove ha incontrato il primo ministro Justin Trudeau. E dal palco del congresso della Cisl è intervenuto anche il premier Paolo Gentiloni ricordando che “un paese intero si sta mobilitando per gestire questa emergenza migratoria”. Per Gentiloni è necessario che l’Europa intervenga e soprattutto che “alcuni paesi europei” dovrebbero smettere “di girare la faccia dall’altra parte perché questo non è più sostenibile”. La legge elettorale torna in Aula alla Camera a settembre. A deciderlo la conferenza dei capigruppo. Forza Italia chiedeva di esaminare il tema già a luglio, Pd, Ap e centristi hanno convenuto su settembre. “Noi ci siamo anche la settimana prossima, perché aspettare settembre?”. È il duro commento del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Per il Movimento 5 Stelle: “Renzi e il PD dopo la sonora sconfitta alle amministrative sono passati dal voto anticipato a quello posticipato”. Questi alcuni temi discussi da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Marietta Tidei (Pd) e Marta Grande (Movimento 5 Stelle).

Fotografia di una ricostruzione

“L’obiettivo di questa riunione è cercare di fare una fotografia il più possibile realistica della situazione, sapendo che è stato fatto un lavoro enorme, viste le dimensioni e le tre crisi che si sono ripetute, e che questo lavoro ha partorito l’impianto di ricostruzione sul medio termine che forse non ha precedenti dal punto di vista delle risorse, delle potenzialità, delle facilitazioni, della dimensione di persone coinvolte in questo intervento e delle risorse mobilitate”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aprendo la riunione a Palazzo Chigi con i presidenti delle regioni interessate, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e il commissario Vasco Errani, sul dopo terremoto. Dopo la tornata elettorale non si placano le polemiche all’interno dei diversi schieramenti. Se per Matteo Renzi “le discussioni sulle coalizioni appassionano solo gli addetti ai lavori”, mentre agli italiani interessano “le tasse”, nel centrodestra si discute di leadership. A Silvio Berlusconi che invita il centrodestra ad essere “moderato e liberale” risponde Giorgia Meloni: “Ancora con questa storia della moderazione? Ma è una categoria che in politica non esiste più”. Mentre la commissione Esteri del Senato ha concluso l’esame del Ddl di ratifica del CETA, l’accordo commerciale tra Unione europea e Canada, numerose organizzazioni da Coldiretti a Legambiente hanno manifestato con un sit-in in piazza del Pantheon. Diversi i partiti che hanno aderito: da Sinistra italiana al Movimento 5 Stelle. Questi alcuni dei temi dibattuti da Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Edoardo Fanucci (Pd) e Massimiliano Fedriga (Lega Nord).

Analisi differenziate

Il giorno dopo i ballottaggi per le amministrative, è  tempo di riflessioni. Il centrodestra unito è riuscito a strappare alla sinistra i capoluoghi maggiori e alcune delle sue roccaforti storiche, a cominciare da Genova per continuare con La Spezia fino a Piacenza e Pistoia. Ma il segretario del Partito democratico Matteo Renzi tira dritto e in un tweet posta un grafico realizzato da Youtrend, relativo ai comuni sopra i 15mila abitanti. Il grafico mostra come il centrosinistra abbia vinto in 67 comuni contro i 59 del centrodestra. Ma il centrodestra forte del risultato chiede a gran voce di andare al voto anticipato con un sistema elettorale maggioritario, a farsi portavoce di questa istanza è il cosiddetto asse del Nord (formato dall’ala forzista capitanata dal governatore ligure Giovanni Toti e dalla Lega Nord di Matteo Salvini), mentre Berlusconi preferisce arrivare a fine legislatura, puntando a una coalizione “dal chiaro profilo moderato-liberale”, L’analisi del voto è al centro della discussione tra Donato Bendicenti, Federico Geremicca (La Stampa) e Alessandro Campi (politologo).

La richiesta italiana

Brexit, immigrazione, lotta al terrorismo e difesa comune i temi su cui è incentrato il summit dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea. In mattinata colloquio bilaterale tra il premier Paolo Gentiloni e il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker sulla crisi migratoria. L’Italia – ha rassicurato Juncker – può “continuare a contare sulla solidarietà europea”. Serve “da parte europea un impegno maggiore sia da un punto di vista economico che di scelte politiche” è quanto ha dichiarato il presidente del Consiglio al termine dell’incontro. I temi del vertice sono al centro della puntata odierna. Ospiti di Donato Bendicenti: Antonio Panzeri (Articolo 1 – MDP), Elisabetta Gardini (Forza Italia), Piernicola Pedicini (Movimento 5 Stelle) e Andrea Bonanni (la Repubblica).