La parola alla Corte

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​La parola alla Corte. Cresce l’attesa per la decisione della Corte Costituzionale chiamata a deliberare sulla costituzionalità dell’Italicum, legge voluta dal governo Renzi e attualmente in vigore alla Camera. Il verdetto arriverà domani in tarda mattinata, ma passeranno ancora altre due settimane prima che vengano presentate le motivazioni. Intanto non sembrano smorzarsi le tensioni politiche: tra coloro che attendono il pronunciarsi della Corte ci sono soprattutto i parlamentari del Movimento Cinque Stelle che premono perché poi si vada subito al voto, in ragione della vittoria del NO al referendum del 4 dicembre, d’altra parte c’è chi come Lega, Fratelli d’Italia e Pd andrebbe alle urne anche con il Mattarellum, che risulta invece non gradito a Forza Italia. E un’altra Corte, quella Suprema Inglese, si è pronunciata oggi sul ricorso presentato dal primo ministro britannico Theresa May riguardante l’uscita del Regno Unito dall’Ue. In linea con quanto già sentenziato dall’Alta Corte la Corte Suprema inglese ha annunciato che la Brexit dovrà essere approvata dal Parlamento, quindi contrariamente a quanto richiesto dalla May, non si potrà attivare la procedura d’uscita senza fare questo passaggio obbligato,
“Se si vuole divorziare e rimanere amici sulla base di una nuova relazione, bisogna accordarsi innanzitutto sui termini di una separazione ordinata in cui le due parti devono onorare i propri obblighi” ha commentato il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, ribadendo la necessità di un’intesa tra Unione Europea e Gran Bretagna prima di avviare qualsiasi discussione su un futuro accordo commerciale. Questi gli argomenti affrontati da Donato Bendicenti e i suoi ospiti Sergio Cofferati (Pse), Rosa D’Amato (Movimento 5 Stelle), Giovanni La Via (Ncd) e Jacopo Barigazzi (politico.eu)

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