Una memoria viva

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Alla vigilia del Consiglio europeo di primavera, convocato per giovedì 22 e venerdì 23 marzo, a Bruxelles si torna a parlare di web tax. In conferenza stampa il commissario per gli affari economici Pierre Moscovici ha spiegato che l’impegno della Commissione europea è “giungere a un accordo entro la fine di quest’anno per quanto riguarda le proposte di tassazione alle imprese digitali.” E di una impresa digitale in particolare, Facebook, ha parlato anche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Tajani ha invitato Mark Zuckerberg, presidente di Facebook, a chiarire la posizione della sua azienda coinvolta con la società di consulenza politica Cambridge Analytica in uno scandalo relativo all’abuso dei dati di milioni di utenti.

In Italia intanto continua il toto nomi riguardante le presidenze delle due camere. Dopo il vertice a Palazzo Grazioli il centrodestra da coalizione vincente rivendica la presidenza del Senato e in pole ci sarebbe l’attuale capogruppo al Senato di Forza Italia Paolo Romani. Su Romani pesa il veto del Movimento 5 Stelle che in ragione del coinvolgimento del senatore in una causa di peculato non sarebbe disposto a votarlo. Movimento 5 Stelle che punta alla presidenza della Camera per la quale sarebbero favoriti Roberto Fico e Riccardo Fraccaro. Il Partito democratico intanto cerca di fare chiarezza al suo interno e, fuori dalla partita presidenze, si concentra sulla scelta dei capigruppo per le due Camere. Ma oggi è stato anche il giorno di Libera. A Foggia, in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, grande manifestazione dell’associazione guidata da don Ciotti che ha detto: “il vero problema non sono le mafie, il problema siamo noi, siamo noi che dobbiamo reagire dobbiamo assumerci la nostra parte di responsabilità, una memoria viva.” Queste le tematiche affrontate da Donato Bendicenti con i suoi ospiti: Massimiliano Salini (Forza Italia), Flavio Zanonato (LeU), Daniele Viotti (Partito democratico) e Andrea Bonanni (la Repubblica).

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