Il cambio di passo

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E’ stato calendarizzato il voto di fiducia per il governo guidato dal professor Giuseppe Conte. Domani alle 19:30 toccherà al Senato pronunciarsi, mentre mercoledì sarà  il turno della Camera. Intanto iniziano le prime tensioni su due tra i punti programmatici più spinosi: migranti e flat tax. Sul primo si esprime in un tweet il ministro dell’Interno Matteo Salvini con un aut aut rivolto all’Unione Europea: “O l’Europa ci dà una mano a mettere in sicurezza il nostro Paese, oppure dovremo scegliere altre vie”. E sull’esigenza di cambiare passo converge anche il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani. Ma a far discutere le opposizioni oggi è soprattutto la questione flat tax .Tutto parte dalle parole di stamattina dell’economista Lega Bagnai: “Mi sembra che ci sia un accordo sul fatto di far partire la Flat tax sui redditi di impresa a partire dall’anno prossimo. Il primo anno per le imprese e poi a partire dal secondo anno si prevede di applicarla alle famiglie”. Dichiarazioni poi subito smentite dal compagno di partito Siri che sottolinea come la tassa piatta riguarderà  sin da subito anche le famiglie. Ma le polemiche nelle opposizioni non si fanno attendere: Il Pd sottolinea che la misura per le imprese esiste già, mentre Forza Italia giudica negativamente il rinvio dell’intervento per le famiglie. La giornata politica al centro del dibattito tra Donato Bendicenti e i suoi ospiti: Giovanni Orsina (Storia Contemporanea Luiss Roma), Angela Mauro (Huffington Post) e Fabrizio Finzi (Ansa).

 

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